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MONDO

Londra

Brexit, dalla Ue apertura per la proroga. Boris Johnson ora cerca l'accordo

In caso di rinvio il Regno Unito dovrà scegliere un commissario europeo

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Dopo la richiesta di elezioni anticipate e la sconfitta subita ieri sera alla Camera dei Comuni con un voto negativo, il capo di governo del Regno Unito Boris Johnson ribadisce di voler trovare un nuovo accordo con l'Unione europea in vista della Brexit in programma per il 31 ottobre. "Cercherò di ottenere un accordo per evitare il no deal" e dovrà farlo entro il vertice europeo in programma il 17 e 18 ottobre a Bruxelles.

In mattinata Johnson ha riunito il consiglio dei ministri per decidere come agire per evitare un'uscita senza accordi con l'Unione europea, mentre in giornata incontrerà la leader del partito unionista nord irlandese Dup, alleato di governo. Parleranno del backstop, la linea di confine tra Ulster ed Eire, punto cruciale per la Brexit. Per l'Ue però il confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord non è rinegoziabile.

Dal 24 luglio, giorno in cui Boris Johnson è diventato primo ministro sostituendo l'uscente Theresa May, il Regno Unito ha rischiato di vivere un blocco del Parlamento per cinque settimane. La Regina Elisabetta giorni fa aveva approvato la richiesta di Boris Johnson sulla sospensione fino al 14 ottobre, confermata dai giudici dell'Alta Corte britannica di Londra e ora nelle mani della Corte Suprema per un ultimo esame. Questa scelta di Johnson ha portato a scioperi, petizioni e proteste in tutto il paese. 

Negli ultimi giorni sono stati espulsi 21 parlamentari Tory, il ministro del Lavoro, Amber Rudd, si è dimesso dal governo e dal Partito conservatore e lo speaker della Camera John Bercow ha annunciato al Parlamento che se vi saranno elezioni anticipate, rassegnerà con effetto immediato le dimissioni. Harriet Harman, esponente laburista, se verrà eletta come successore a speaker della Camera, ha detto che sarà "rigorosamente imparziale". 

Brexit sul fronte europeo 

Il neo-presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, prima donna a rivestire questa carica, oggi ha detto: "Un ritiro senza accordo (hard Brexit) non è nell'interesse né dell'Ue né del Regno Unito, è nell'interesse di tutti avere una Brexit ordinata". Da Bruxelles ha poi continuato sul tema: "Se il Regno Unito dovesse chiedere una ulteriore proroga gliela concederemo". Se ci sarà un rinvio e l'articolo 50 del Trattato di Lisbona venisse esteso, a quel punto il Regno Unito dovrebbe scegliere un nuovo commissario e il ragionamento dell'Ue sarebbe di nuovo su 28 paesi, così come i parlamentari europei rimarrebbero 751, senza la redistribuzione di 27 seggi sui 73 del Regno Unito (46 sarebbero congelati in caso di uscita ). "I preparativi per un'uscita senza accordo sono stati fatti" ha aggiunto la presidente eletta, affermando che parlerà al negoziatore per la Brexit Michel Barnier per "un'eventuale proroga del suo mandato".

Secondo il quotidiano The Guardian il premier britannico Boris Johnson avrà presto nuovi incontri con i leader dell'Unione europea. Probabilmente la prossima settimana viaggerà a Bruxelles e, secondo quanto riferito da un portavoce, il principale consigliere di Johnson per la Brexit, David Frost, sarà in Belgio già domani e giovedì per colloqui. Ha parlato anche Mark Carney, governatore della Bank of England, spiegando che "il sistema finanziario britannico è pronto per la Brexit e una eventuale uscita hard porterebbe al rallentamento dell'economia britannica e all'aumento dell'inflazione, attualmente sotto controllo".

 
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