Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Brexit-i-sei-scenari-in-caso-di-bocciatura-accordo-28d2ceb1-a352-4049-b2cb-f6fdedbb7f4a.html | rainews/live/ | true
MONDO

Brexit, i sei scenari in caso di bocciatura dell'accordo

La premier britannica, Theresa May, ha confermato il rinvio del voto sulla Brexit. Nel suo discorso davanti ai Comuni ha sottolineato "se il voto fosse andato avanti, sarebbe stato bocciato con un ampio margine. Quindi il voto sara' rinviato", ha spiegato. 

Condividi
Se il Parlamento britannico dovesse bocciare l'accordo sulla Brexit tra il governo May e Bruxelles, o in caso di emendamenti che avrebbero la stessa conseguenza di un no secco, entro 21 giorni il governo dovrà presentare un nuovo piano d'azione. Questi i sei scenari possibili:

NO DEAL - Se il Parlamento dovesse respingere l'accordo, significa che acconsente al 'no deal': alla data prevista del 29 marzo 2019, la Gran Bretagna lascerà l'Ue senza alcuna intesa. Il Parlamento può anche sfiduciare il governo May.

NUOVO VOTO IN PARLAMENTO - Per eludere il principio in base al quale non si può sottoporre in una singola sessione due volte la stessa questione, il governo dovrebbe concordare con l'Ue qualche piccola modifica all'accordo da sottoporre nuovamente ai deputati a data da stabilire dal presidente del Parlamento.

RINEGOZIAZIONE CON L'UE - È l'ipotesi caldeggiata dall'opposizione e dai falchi della Brexit: con una rinegoziazione minima, il governo potrebbe ripresentare il testo aggiornato al Parlamento per un nuovo voto entro poche settimane. In caso di rinegoziazione più ampia, il governo britannico deve chiedere all'Ue un rinvio della Brexit - sottoposto al voto di tutti gli Stati membri Ue - e poi deve far modificare l'"exit day" nell'Atto di ritiro dall'Ue. Poi il nuovo testo verrebbe riproposto al Parlamento.

ELEZIONI ANTICIPATE - May chiede un ritorno alle urne per ricevere un nuovo mandato politico. Serve però il via libera di due terzi del Parlamento. In tal caso il voto potrebbe essere convocato 25 giorni dopo il consenso della camera e sarebbe necessaria anche una proroga dell'articolo 50. Invece se il Parlamento dovesse respingere la convocazione del voto anticipato, il governo dovrebbe riconsiderare le altre opzioni.

VOTO DI SFIDUCIA - Se viene presentata e approvata una mozione di sfiducia, la premier May dovrà rassegnare le dimissioni. Se emerge un'alternativa chiara, si nomina un nuovo premier, altrimenti entro 14 giorni lo stesso governo verrà sottoposto a un secondo voto. Se l'esecutivo viene nuovamente sfiduciato, si andrà a elezioni anticipate. 
Condividi