MONDO

Il caso

Brexit, l'ombra degli hacker russi: "Pochi giorni prima del voto ci fu un attacco al sito"

A rivelarlo un rapporto della Commissione affari costituzionali della Camera dei Comuni: "Il 7 giugno 2016 c'e' stato sicuramente un 'DDOS attack al sito di registrazione': sappiamo che e' molto comune e facile da realizzare. Gli indicatori-chiave sono la tempistica e il volume di traffico", si legge nel rapporto.  La commissione non identifica assolutamente un responsabile, ma fa notare che sia la Russia che la Cina "usano un approccio cognitivo basato sull'analisi della psicologia di massa e di come 'utilizzare' i singoli individui

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La Russia e la Cina potrebbero essere in qualche modo coinvolte in un incidente che accadde qualche settimana prima del voto per la Brexit, il collasso del sito governativo che consentiva la registrazione dei votanti. L'ipotesi, che arriva dopo i sospetti di un'interferenza russa tanto sulla campagna presidenziale americana che in quella per l'Eliseo, e' allo studio della Camera dei Comuni, in particolare la Commissione Affari costituzionali e pubblica amministrazione: a insospettire i deputati britannici quel che accadde il 7 giugno, quando il governo fu costretto a prorogare, 100 minuti prima della scadenza, il termine per la registrazione al voto referendario perche' la pagina web del sito era andata in tilt.

All'epoca la spiegazione fu che c'erano stati troppi accessi all'ultimo minuto, un picco senza precedenti, circa 500mila persone che cercarono di registrarsi l'ultimo giorno.  

Il rapporto della Commissione, rivelato dal 'Guardian', e dalla Bbc,  sostiene che potrebbe esserci stato un attacco DDOS (Distributed Denial-of Service): e' l'attacco informatico piu' diffuso per mettere off-line un sito Internet, un'offensiva coordinata, un bombardamento di richieste verso il server che ospita il sito, da parte di una serie di computer infetti controllati in remoto che costituiscono la cosiddetta 'botnet'.




"C'e' stato sicuramente un 'DDOS attack': sappiamo che e' molto comune e facile da realizzare. Gli indicatori-chiave sono la tempistica e il volume di traffico", si legge nel rapporto.  La commissione non identifica assolutamente un responsabile, ma fa notare che sia la Russia che la Cina "usano un approccio cognitivo basato sull'analisi della psicologia di massa e di come 'utilizzare' i singoli individui".

La denuncia arriva dopo le ripetute accuse alla Russia di aver tentato di interferire tanto nel voto per la campagna presidenziale americana e che in quello per l'Eliseo. Quel che accadde il 7 giugno non ebbe alcuna influenza sul risultato referendario, ma desta allarme: "La Commissione e' profondamente preoccupata dalle accuse di interferenze straniere".    

La Gran Bretagna e' colpita da decine di attacchi informatici ogni mese, anche da parte di hacker russi che tentano di rubare segreti in materia di difesa e politica estera, ha rivelato Ciaran Martin, il nuovo responsabile del Centro cyber-sicurezza nazionale. Il capo del Foreign Office, Philip Hammond, ha rivelato di recente che il Centro ha bloccato 34.550 attacchi potenziali ai ministeri nei sei mesi a cavallo tra la fine del 2016 e l'inizio del 2017: una media di 200 casi al giorno.
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