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ITALIA

Corteolona e Genzone

​Brucia capannone nel Pavese: "Era usato come discarica abusiva". Si segue la pista del dolo

Il capannone industriale andato a fuoco ieri sera era senza elettricità, difficile dunque un innesco accidentale. Domate intanto le fiamme e rientrata l'emergenza ambientale, ma i risultati delle analisi dell'Arpa che stabiliranno quali sostanze siano bruciate e quali siano ricadute al suolo arriveranno lunedì. A titolo precauzionale i sindaci dei comuni coinvolti raccomandano alla popolazione di non consumare ortaggi

Vigili del fuoco al lavoro per spegnere l'incendio del capannone (Ansa)
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E' dolosa la pista seguita dagli inquirenti sull'incendio divampato la scorsa notte a Corteolona (Pavia) causando allarme e preoccupazione tra la gente del posto per le possibili sostanze sprigionate. Le indagini formalmente proseguono a tutto campo ma l'assenza di elettricità, che nel capannone era staccata da tempo, non lascia molte possibilità agli investigatori che cercheranno di ricostruire insieme ai vigili del fuoco le cause del rogo.

Il periodo invernale, infatti, con temperature che di notte vanno sotto lo zero, porta a escludere anche la possibilità di una autocombustione e di conseguenza, anche se al momento è presto per pronunciarsi sulla presenza di eventuali inneschi, l'ipotesi più probabile resta quella dell'atto volontario. Al momento, i carabinieri del comando provinciale di Pavia stanno effettuando gli accertamenti sia sulla proprietà sia quelli tecnici che fanno capo ai vigili del fuoco al termine dei quali l'autorità giudiziaria deciderà con quale ipotesi aprire il fascicolo e a chi delegare le indagini.

Domate le fiamme
Sono cominciate le operazioni di 'smassamento' nel capannone. Si tratta dello spostamento da parte dei vigili del fuoco dei materiali bruciati o dove sotto covano ancora le fiamme, operazione che normalmente segue la fase di spegnimento e che andrà avanti sicuramente per almeno tutta la giornata di oggi.

Al momento i vigili del fuoco sono presenti sul posto con alcune autobotti che raffreddano i materiali bruciati, mentre delle ruspe sono in azione per spostare le tonnellate di resti carbonizzati. Le operazioni di smassamento sono molto rallentate dalla presenza del tetto in lamiera della struttura bruciata e pericolante.

Attività completamente abusiva
"L'attività che si svolgeva nel capannone andato a fuoco è completamente abusiva" afferma Angela Alberici, direttore dal Dipartimento di Lodi e Pavia dell'Arpa Lombardia. "Pensiamo sia bruciata della plastica - aggiunge -, ma di questo non abbiamo alcuna certezza. Proprio perché l'attività era  abusiva,  allo stesso tempo è completamente sconosciuta agli enti".

Non si evidenziano gravi emergenze ambientali
Un "tavolo tecnico" si è tenuto intanto a Inverno e Monteleone, uno dei Comuni interessati dai fumi diffusi dall'incendio. Il vertice si è tenuto alla presenza di un funzionario della Prefettura, dell'Ats, della Protezione civile e dell'Arpa dei Comuni coinvolti. La situazione venutasi a creare dopo l'incendio non evidenzierebbe gravi emergenze ambientali. Per avere la certezza di quali sostanze siano bruciate e quali siano ricadute al suolo si attendono i risultati dei campioni prelevati dall'Arpa nel territorio. I primi risultati ufficiali si dovrebbero avere per lunedì. Nel vertice è stato precisato che nella notte non è stato dato alcun ordine di evacuazione, ma che un centinaio di persone, accogliendo l'invito di alcuni funzionari dell'Arpa, si sono trasferiti da parenti.

Arpa: sostanze micro inquinanti nella norma dopo campionamento, risultati enrtro 72 ore
I livelli di sostanze micro inquinanati come NO2 e SO2 sono nella norma a Corteleona. Lo fa sapere l'Arpa Lombardia con una nota. Il primo filtro del campionatore ad alto volume, posizionato ieri sera poco prima della mezzanotte, è stato prelevato e inviato al laboratorio Arpa di Parabiago per le analisi. I risultati saranno disponibili entro il tempo minimo necessario di 72 ore. Le analisi, fa sapere ancora Arpa, vengono infatti condotte con metodi ufficiali normati e noti a tutte le strutture tecniche specializzate in analisi sui microinquinanti (fra cui Diossine e Ipa). Fasi vincolanti sono quella della preparazione del campione, in particolare estrazione e purificazione, e quella dell'analisi mediante l'utilizzo di spettrometria di massa ad alta risoluzione. Ogni fase ha una durata di diverse ore e il dato può ritenersi validabile e quindi affidabile esclusivamente se tutti i criteri di qualità previsti dal metodo vengono rispettati. In ogni caso, i risultati daranno indicazioni in relazione allo stato della matrice aria. La determinazione dell'eventuale impatto degli inquinanti sulle matrici alimentari, sia dal punto di vista analitico che interpretativo, richiede intervento diretto degli Enti preposti alla tutela sanitaria.

Nel frattempo, dalla verifica dei valori degli inquinanti generici tipici degli incendi come NO2( biossido di azoto) e SO2 (biossido di zolfo), rilevati dalle centraline della qualità dell'aria nella zona intorno al luogo dell'incendio, non si evidenzia alcuna anomalia rispetto al loro consueto andamento giornaliero. Il monitoraggio dei microinquinanti, attraverso il campionatore ad alto volume,  prosegue per altre 24 ore.

Nel frattempo, i sindaci dell'area (oltre a Corteolona, anche Inverno e Monteleone) hanno disposto, a titolo precauzionale, ordinanze che prevedono il divieto di consumo di ortaggi a foglia larga.

Il sindaco di Corteleona: segnalai ai carabinieri un via-vai strano di camion
Il sindaco di Corteolona Angelo Della Valle ha reso noto di aver segnalato a suo tempo ai carabinieri di aver notato un "via-vai strano" di camion al deposito. "A settembre - ha detto - ho fatto una segnalazione informale ai carabinieri di questo via vai, che mi era stato segnalato dai cittadini. Certamente saranno state eseguite indagini, ma dalla mia segnalazione in poi non ho avuto più notizie in merito. Non voglio dire che si poteva fare qualcosa per evitare questo disastro. Dico solo che io il mio dovere l'ho voluto fare e sono contento di averlo fatto".

Wwf: nel Pavese il 'triangolo diossina'
Secondo il Wwf, tra Mortara, Cortoleona e Parona, nel Pavese, "esiste un vero e proprio triangolo della diossina" in cui c'è un alto numero di imprese che lavorano nel settore dei rifiuti. Queste imprese operano con le modeste "verifiche di VIA" (Valutazione Impatto Ambientale) che portano spesso a escludere, come nel caso di un recente incendio a Mortara, l'assoggettamento a VIA per gli impianti che trattano rifiuti pericolosi in grandissima quantità. In seguito proprio all'incendio di Mortara, sviluppatosi tra il 5 e il 6 settembre, il Wwf ha chiesto un monitoraggio da parte dell'Ispra per verificare i livelli di inquinamento da diossina.

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