Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Bruxelles-Commissione-Ue-presenta-piano-migrazioni-Italia-primo-passo-verso-nostra-richiesta-Il-nuovo-Migration-Partnership-Framework-f06c4af6-cd8c-403c-940c-84460d8574e1.html | rainews/live/ | (none)
MONDO

Il nuovo “Migration Partnership Framework”

Commissione Ue presenta piano migrazioni. Italia: "Primo passo verso nostre richieste"

Annunciato dalla Commissione europea il nuovo “Migration Partnership Framework”. Gentiloni: "Primo passo verso quel cambio di rotta fortemente richiesto dall'Italia"

Pultizer migranti rifugiati
Condividi
Il ministero degli Esteri italiano si dichiara ottimista e soddisfatto dei progressi fatti dalla Commissione europea per affrontare l'emergenza delle migrazioni. Il Migration Compact europeo è "un primo passo in direzione di quel cambio di rotta fortemente richiesto dall'Italia", si legge in una nota della Farnesina. "Sulla base delle proposte della Commissione continueremo a lavorare con il massimo impegno affinché dal Consiglio europeo di fine giugno possa arrivare una decisione comune per affrontare questa sfida, concretamente e con risorse adeguate", ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

L'Italia auspica che la Commissione possa operare da subito una revisione dell'utilizzo dei fondi Ue di cooperazione, per riorientare maggiori risorse verso l'emergenza migratoria. Contemporaneamente, i negoziati sui singoli accordi ("Compact") con i Paesi prioritari - da individuare tenendo conto in modo adeguato dell'origine e delle rotte di transito dei migranti - dovranno essere subito avviati, ben dettagliati e rapidamente finalizzati, secondo scadenze temporali precise.

Il Migration Compact europeo
Il 'Migration Compact europeo' prevede nuovi accordi di partnership, "non più aiuti ma investimenti" per aiutare ad affrontare le cause, frenare i flussi, accelerare le riammissioni non solo con accordi sulla carta. In prospettiva anche la "creazione di rotte legali" per il 'resettlement' dei rifugiati che implicano anche "maggiori capacità di accoglienza più vicine ai paesi di origine". In più è prevista la riforma della 'Blu Card' europea per attirare i lavoratori qualificati.

Il piano parte con 8 miliardi per l'azione immediata nei prossimi cinque anni. In autunno sarà messo a punto un 'Fondo per gli investimenti esterni' sulla falsariga del fondo Efsi creato per il 'Piano Juncker' per l'Europa. In questo caso, partendo da 3,1 miliardi nel bilancio europeo (2 mld dal Fondo europeo per lo sviluppo) e combinandoli con i (pochi) fondi pubblici africani, investimenti privati e garanzie della Bei, si potranno attivare investimenti per 31 miliardi di euro. 

La proposta è stata presentata dal primo vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans e dall'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, all'Europarlamento a Strasburgo, dove è stata accolta con non poche critiche: per il M5S è una "proposta ipocrita", i LibDem l'hanno definita "da rivedere" e per la Sinistra unitaria è da respingere.

Mogherini: visione di lungo respiro
Una visione "ad ampio respiro, a lungo termine", la definisce invece Mogherini, qualcosa che "sarei stata contenta se l'avessero proposta dieci anni fa". Il piano parte da un pacchetto di accordi con sette paesi: cinque africani (Niger, Nigeria, Mali, Senegal ed Etiopia) più Giordania e Libano. Si fonda su 500 milioni di euro 'freschi' che Bruxelles aggiunge al Trust fund per l'Africa lanciato alla Valletta, più una serie di altri fondi reindirizzati per un totale di 8 miliardi tra il 2016 ed il 2020.

Timmermans chiede il "pieno sostegno" dei 28 al piano
Timmermans ha aperto l'intervento sollecitando "il pieno sostegno" del Consiglio e dei 28. Che in realtà finora non si è materializzato né per gli accordi di ricollocazione dei rifugiati da Grecia e Italia (ferme a poco più dell'1% delle 160mila volute dalla Commissione) né per le offerte per il Trust Fund per l'Africa lanciato alla Valletta a novembre scorso, al quale a fronte di 1,8 miliardi messi dalla Commissione, i 28 hanno finora contribuito con appena 81,8 milioni di euro. 

Oxfam: rischio di lasciare migliaia di persone senza tutele
E' invece preoccupata l'Oxfam, tra le più importanti confederazioni internazionali specializzate in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, perché il nuovo piano europeo "rischia di delegare a Paesi terzi il controllo delle frontiere europee, lasciando decine di migliaia di uomini, donne e bambini in fuga da guerra, persecuzioni e fame senza la tutela e la protezione di cui hanno bisogno".
 
Condividi