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MONDO

La strategia del terrore

Bruxelles. Identificati due kamikaze, smentita cattura terzo uomo. Forse un'italiana tra le vittime

Non sarebbe Najim Laachraoui, l'uomo col cappello nero e la giacca chiara ritratto dalle telecamere dell'aeroporto insieme ai fratelli El Bakraoui, la persona arrestata questa mattina ad Anderlecht. Intanto la Procura belga rivela che anche l'attacco alla metro è stato fatto da un kamikaze. Tra le vittime, intanto, ci sarebbe una donna italiana, una funzionaria Ue, che risulta dispersa. 

Canale tv belga: presunti attentatori di Bruxelles, 22 marzo 2016
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Non sarebbe Najim Laachraoui l'uomo arrestato questa mattina ad Anderlecht, ma si tratterebbe di un altro sospetto. La notizia della cattura dell'uomo che si ritiene essere coinvolto negli attentati in qualità di "artificiere" era stata riferita da Derniere Heure, ma non era stata confermata dalla procura.

Forse un'italiana tra le vittime 
La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana. A quanto risulta i familiari di una donna sarebbero già a Bruxelles per il riconoscimento. Si tratterebbe di Patricia Rizzo, impiegata presso un'agenzia della Commissione Ue, che risulta tra le persone scomparse da ieri dopo l'attentato alla metropolitana a Maalbeek. Familiari e amici la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita. In un post su Facebook, ne dà notizia il cugino Massimo Lenora, che chiede aiuto per le ricerche.

Identificati gli attentatori. I due kamikaze hanno agito separatamente
Sono stati identificati gli attentatori dell'aeroporto Zaventem e della metropolitana. Si tratterebbe dei fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, secondo quanto riferisce Rtbf, considerati complici di Salah Abdeslam, il super ricercato arrestato venerdì tra i responsabili delle stragi di Parigi. Sempre secondo  Rtbf, i Bakraoui avrebbero agito uno a Zaventem l'altro nella metropolitana. Brahim si sarebbe fatto esplodere in aeroporto, Khalid sarebbe invece il kamikaze che ha perpetrato la carneficina nella metro all'altezza della stazione di Maelbeek.

La notizia dell'identificazione dei tre è giunta a breve distanza da quella del ritrovamento di un computer definito "interessante" dagli inquirenti. La polizia locale ha consegnato il pc all'unità anti-terrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. Il contenuto del pc in questione non è noto, riferisce la Libre, ma secondo quanto si è appreso potrebbe contenere importanti informazioni relative all'organizzazione dello Stato islamico.

Terroristi in aeroporto in taxi
I fratelli Bakraoui e Laachraoui hanno raggiunto lo scalo a bordo di un taxi. A riferirne all'agenzia di stampa Belga è stato il sindaco del comune dove sorge l'aeroporto, Francis Vermeiren: le immagini di videosorveglianza mostrano i tre insieme che spingono i carrelli con sopra le loro valigie, contenenti gli esplosivi, prima di separarsi nella hall delle partenze. Le stesse immagini mostrano uno dei sospetti abbandonare il suo carrello prima di darsi alla fuga.

A dare preziose informazioni agli inquirenti diverse ore dopo le esplosioni a Zaventem è stato il tassista che ha portato all'aeroporto almeno una parte del commando di terroristi. L'uomo ha soprattutto comunicato alle forze dell'ordine che il numero di bagagli trasportato dai clienti non corrispondeva agli ordigni esplosi. Questo ha immediatamente fatto scattare le ricerche nello scalo con il ritrovamento successivo di un ordigno non esploso poi neutralizzato dagli artificieri. L'uomo, inoltre, ha potuto fornire l'indirizzo di Scharbeek dove aveva prelevato i suoi passeggeri consentendo così le perquisizioni che hanno portato al ritrovamento di sostanze chimiche e di un ordigno esplosivo contenente chiodi. Non tutti i bagagli erano stati imbarcati dal tassista perché nell'auto non c'era più posto, si legge sul sito della Derniere Heure. Oltre al taxi l'inchiesta si focalizza su altri due veicoli che sarebbero stati usati dal commando, una Renault Clio e un'Audi nera S4.


Identificate le prime vittime. 31 morti e 250 feriti il bilancio
L'ultimo bilancio ufficiale delle vittime del duplice attentato di ieri parla di 31 morti e circa 250 feriti. Il bilancio è stato fornito dal Centro di crisi. Lo riferisce il sito della televisione belga RTBF, precisando che si tratta di cifre provvisorie. Una cittadina peruviana di 36 anni è stata, intanto, identificata formalmente come una delle persone rimaste uccise negli attentati rivendicati dallo Stato Islamico. L'informazione è stata comunicata dal ministero degli Esteri peruviano. La donna, residente a Bruxelles da sei anni, si trovava all'aeroporto. Era in compagnia del marito e delle due figlie, una delle quali è rimasta ferita dalle schegge, ha dichiarato a Lima alla stampa il fratello della vittima.


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