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ITALIA

Solidarietà sui social network dove è partito l'hashtag #cisofareanchio

Bufera su "Chi" per foto ministro Madia che mangia un gelato. Ordine Giornalisti apre procedimento

"Ci sa fare col gelato" è il titolo pubblicato sul settimanale insieme agli scatti che ritraggono Marianna Madia mentre mangia un cono gelato nell'auto guidata dal marito. L'Ordine dei giornalisti della Lombardia apre un procedimento disciplinare nei confronti del direttore del settimanale, Alfonso Signorini. Madia: "Mi affido ai tanti commenti arrivati, non aggiungo altro"

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Milano

È polemica sulle foto pubblicate dal settimanale “Chi” che ritraggono Marianna Madia, ministro della Pubblica amministrazione, 34 anni, mentre mangia un cono gelato, nell'auto guidata dal marito, accompagnate dal titolo "Ci sa fare col gelato". "Sessista", "volgare", "vergognoso", "osceno": queste alcune delle critiche espresse soprattutto sul web, dove non mancano i messaggi di solidarietà al ministro.

Madia: "Mi affido ai tanti commenti arrivati, non aggiungo altro"
"Ognuno è responsabile di quello che è e di quello che fa, io sono responsabile della PA, Signorini come direttore di 'Chi' è responsabile di quello che pubblica". Così il ministro Madia, nel corso del videoforum su Repubblica Tv. E, sempre sul servizio del settimanale che la riguarda, aggiunge: "Credo che sia un fatto che si commenta da sé, ringrazio tutte e tutti dei commenti, penso non serva aggiungere il mio commento".

Procedimento disciplinare nei confronti di Signorini
Il caso non lascia indifferente l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia che ha aperto un procedimento contro il direttore del settimanale, Alfonso Signorini, per "palese violazione delle norme deontologiche sulla privacy e per fatti non conformi al decoro e alla dignità professionale".

La replica di Signorini alle polemiche
Signorini da parte sua parla di due pesi e due misure, e si difende sottolineando che "Chi oggi s'indigna per il titolo che ho fatto alle foto della Madia che mangia il cono gelato ha marciato per anni sul calippo della Pascale". Il riferimento è al video di una giovanissima Francesca Pascale su una tv locale che era diventato virale nelle prime settimane di fidanzamento con Silvio Berlusconi. "Io aderisco a una scuola di pensiero secondo cui la malizia sta negli occhi di chi guarda e non di chi la fa. Accusare me di sessismo o di persecuzione a sfondo sessuale è assurdo" aggiunge il direttore di "Chi". Ecco il tweet lanciato da Signorini sulla vicenda:


"Non mi sono pentito"
Intervistato a La telefonata su Canale 5, Signorini è tornato anche oggi sulle polemiche: "Non mi sono pentito per niente" dice. E promette che continuerà a pubblicare "servizi irreverenti". "Non volevo offendere Madia - sottolinea - quindi non devo chiedere scusa. Se si fosse sentita offesa? Se una donna arriva ad essere ministro è intelligente, una donna intelligente non dovrebbe offendersi, dovrebbe farsi una risata". 

L'hashtag #cisofareanchio e la solidarietà al ministro
Intanto sui social network è partito l'hashtag d'indignazione #cisofareanchio accompagnato dalle foto degli utenti che mangiano un cono gelato. E sono numerosi i messaggi di solidarietà per il ministro anche da parte di personalità pubbliche. Come quello della Presidente della Camera, Laura Boldrini:



Parla invece di "cattivo gusto senza limite" l'ex ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini. Ma la solidarietà non arriva solo dal mondo della politica. Madia incassa anche quella di esponenti del giornalismo e del panorama culturale. E anche il segretario della Cgil, Susanna Camusso, e quello della Cisl, Annamaria Furlan, si esprimono sulla vicenda:




Pascale: "Fatto sgradevole e offensivo. Ma nessuno in passato ha difeso me e Carfagna"
"Va bene, vogliamo dire che la Madia è stata offesa? Lo dico: ma solo se chi rideva, o faceva le peggiori allusioni su di me o sulla Carfagna, sente il dovere di chiedere scusa". Lo dice a Repubblica Francesca Pascale, la ventinovenne fidanzata di Berlusconi. Poi però prosegue: "È chiaro che la foto del gelato, in sé, è innocente. Al limite può prestarsi a una risata da caserma. Ma certo, quel titolo, quella costruzione può apparire sgradevole. Offensiva, o solo brutta. Lo riconosco. E chi offende le donne, offende anche me". Poi aggiunge: "Io ho dato, su questo fronte se permette. Ma ero sola. Vogliamo ricordare per quanti anni sono stata etichettata come la signorina del Calippo? Allora da giovane ero frequentatrice di un'emittente privata, poi mi sono impegnata in politica e le cose non sono tanto cambiate. Quando io e l'ex ministro Carfagna siamo state oggetto di attacchi vergognosi, il giornalismo non si scandalizzava, i vertici istituzionali non intervenivano, nessuno si inteneriva come avviene ora con la Madia".

I difensori di Signorini
E mentre piovono le critiche, c'è anche chi difende Signorini. Come il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani: 


 

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