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SCIENZA

Scia di fuoco nel cielo di Kourou

COSMO-SkyMed e CHEOPS, un lancio che per l'Italia vale doppio

Decollo da manuale in Guyana Francese. In orbita cinque satelliti, fra i quali il nuovo componente della costellazione COSMO-SkyMed di ASI e Ministero della Difesa e il satellite CHEOPS dell'Agenzia Spaziale Europea

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di Andrea Bettini In ritardo di 24 ore, ma tutto come da programma: a bordo di un lanciatore Soyuz, cinque satelliti sono partiti dallo spazioporto di Kourou. Una scia di fuoco nel cielo della Guyana Francese, salutata da tanti applausi.
 
Due missioni di grande interesse per l'Italia
Due dei satelliti, in particolare, sono di grande interesse per l'Italia: il nuovo componente della costellazione COSMO-SkyMed per l'osservazione della Terra di ASI e Ministero della Difesa e il satellite CHEOPS dell'Agenzia Spaziale Europea per lo studio dei pianeti extrasolari. “Il lanciatore si è comportato bene, la separazione è andata perfettamente - dice il responsabile dei programmi ASI, Francesco Longo, a Kourou per la missione COSMO-SkyMed – Per arrivare sin qui il percorso è durato circa 8 anni. Non vediamo l'ora di portare il satellite nella sua piena operatività“. “È stata una grande esperienza – commenta Guenther Hasinger, responsabile scientifico dell'ESA - A ogni lancio c'è sempre un po' di apprensione e quando vedi che è in orbita e funziona è un grande sollievo”.
 
Vigilia movimentata
La vigilia del lancio era stata piuttosto movimentata a Kourou. Un problema al software del lanciatore aveva imposto un primo rinvio, a poche ore dal decollo. Ore di analisi dei dati e la sostituzione di un componente difettoso hanno permesso di procedere nuovamente con il programma, ritardando la messa in orbita di una sola giornata.
 
Osservazione della Terra
A questo punta inizia un altro capitolo delle missioni. Per COSMO-SkyMed si tratta solo del primo di una serie di quattro lanci, che porteranno al rinnovamento della costellazione e a un miglioramento della sua capacità di osservare il nostro pianeta per scopi che vanno dal monitoraggio ambientale alla sicurezza e all'attività di Difesa. Nelle prime fasi in orbita è coinvolto in particolare il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio, mentre durante la piena operatività i dati confluiranno al Polo Spaziale della Basilicata, vicino a Matera.
 
Studiare i pianeti extrasolari
CHEOPS invece è la prima missione dell'ESA interamente dedicata allo studio dei pianeti extrasolari. Nei prossimi tre anni e mezzo studierà alcuni dei mondi più simili alla Terra con il suo telescopio progettato da ricercatori dell'INAF di Padova e Catania e costruito da Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space. Nella missione sono coinvolte anche ASI e Università di Padova. “Noi negli ultimi sette anni abbiamo realizzato l'occhio di CHEOPS, cioè l'ottica del telescopio – spiega il direttore dell'Osservatorio INAF di Padova Roberto Ragazzoni – Entro fine gennaio sarà aperto il tappo e saranno fatte le calibrazioni, poi finalmente andremo a caccia di pianeti intorno ad altre stelle”.
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