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Il caso

Caccia, è polemica in Rete contro l'uso dell'arco in Umbria

L'assessore regionale alla caccia sottolinea: "L'uso dell'arco è ammesso dalla legge nazionale, la 157, che afferma che 'per cacciare lepri, fagiani, tordi o anche cinghiali, si può usare, appunto, anche l'arco'

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Umbria In Umbria d'ora in avanti si potrà cacciare la selvaggina anche con l'arco e non solo con il fucile. La Regione ha concesso ai cacciatori autorizzati alla caccia di selezione l'utilizzo di frecce invece che pallini contro daini, caprioli, cervi e mufloni su tutto il territorio regionale. Animale protetti che però la Regione vuole contenere numericamente per evitare epidemie o danni alle colture.

Le proteste sul web
La parola "vergognatevi" è la più usata nelle centinaia di commenti che stanno invadendo la rete nelle ultime ore. Tutti contro il provvedimento della giunta regionale. L'assessore Cecchini non si scompone più di tanto: "La mia convinzione - dice alle agenzie - è che i veri problemi del Paese su cui riflettere siano altri, ma mi rendo conto che in estate si possono buttare energie anche per queste tematiche. Suggerisco però, visto che proprio in estate si ha più tempo di farlo, di andare a leggere le direttive europee e le norme nazionali che regolano la materia".    

La spiegazione
La spiegazione dell'assessore è semplice: "Nel regolamento regionale approvato insieme al nuovo calendario venatorio - dice Cecchini - inizialmente era stato escluso l'uso dell'arco, che pure è ammesso dalla legge nazionale, la 157. La quale afferma che per cacciare lepri, fagiani, tordi o anche cinghiali, si può usare, appunto, anche l'arco. Noi ci eravamo limitati all'uso dell'arma da fuoco: giorni fa poi - prosegue Cecchini - su sollecitazione di tutte le associazioni venatorie presenti in Umbria, abbiamo escluso la limitazione riguardante l'uso dell'arco. Tutto qui: nessuna novità rispetto alla legge, che la sottoscritta intende rispettare, così come rispetto la natura, le specie animali e i cacciatori". 
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