Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Calcio-violento-delibera-Raggi-Paghino-anche-club-Lotito-replica-non-siamo-bancomat-30c878d0-b74d-4956-9359-fe5841ee664d.html | rainews/live/ | true
ITALIA

La finale di Coppa Italia e i disordini fuori dall'Olimpico

Calcio violento, delibera Raggi. "Paghino anche i club". Lotito: "Non siamo un bancomat"

Condividi

Una delibera in arrivo affinché "le grandi società di calcio contribuiscano con una parte dei loro guadagni al mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza durante i grandi eventi".

Il giorno dopo la finale di Coppa Italia e i disordini fuori dall'Olimpico, la sindaca di Roma Virginia Raggi annuncia le contromisure del Campidoglio per arginare i violenti e in particolare coinvolgere i club "sulle spese che generalmente devono sostenere solo le città".   Un provvedimento che, alla luce dei frequenti scontri e danneggiamenti nella Capitale in occasione di alcuni match, punta a responsabilizzare anche chi - spiega la sindaca - "dal calcio riesce ad avere grandi guadagni".

A fare seguito all'annuncio della Raggi è anche l'assessore al Personale di Roma, Antonio De Santis, che commentando gli scontri prima della finale Atalanta-Lazio aggiunge: "I costi di questo scempio non possono continuare a gravare sulle casse pubbliche".

Un provvedimento destinato a far discutere e che per il presidente della Lazio, Claudio Lotito, "sarà oggetto di confronto perché le società non devo neanche diventare un bancomat per tutti quanti. Vediamo quello che è giusto e di buonsenso che le società debbano affrontare - ha aggiunto - Il tema della sicurezza non è solo quello degli stadi è a 360 gradi e va affrontato nel migliore dei modi. La società darà tutti gli strumenti che riterrà necessari".

La questione è anche all'attenzione del governo
"La richiesta alle società di una contribuzione per quanto riguarda le spese dell'ordine pubblico è stata decisa e credo che sarà confermata", ha spiegato oggi il sottosegretario con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti. Quanto alla percentuale a carico delle società "al 5 o al 10%? Mi dicono che già per il 5% le società sono molto restie, ma da quanto ho saputo da Salvini lui è determinato ad andare avanti su questa strada".

Prima della partita una macchina della polizia locale è stata data alle fiamme dai teppisti e due agenti sono rimasti feriti durante i disordini. A esprimere solidarietà ai suoi colleghi è il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, Antonio Di Maggio: "Non è più possibile ammettere episodi del genere, che potevano avere conseguenze ben più gravi - dice -. Nessuno deve restare impunito per queste sconsiderate azioni".

5 arresti e una serie di Daspo
Oltre ai cinque arresti delle ultime ore, sono scattati anche una serie di Daspo per altri tifosi. Tra i provvedimenti, uno è stato preso anche nei confronti di una donna, 'daspata' per tre anni. Quest'ultima, in stato di ebbrezza, ha aggredito uno steward, altri tifosi e uno dei poliziotti intervenuti per bloccarla. Un tifoso laziale di 17 anni - per quale viene anche proposto il Daspo - è stato invece operato alla mano dopo aver perso una falange a causa dello scoppio di un petardo, che stava accendendo nei pressi dello stadio Olimpico dopo la fine del match.

Sorveglianza speciale per un "irriducibile" dopo ripetute violazioni in Italia e all'estero
Ma nella Capitale la stretta nei confronti dei violenti allo stadio non ha riguardato solo la finale di Coppa. A dieci anni dal primo Daspo, dopo ripetute violazioni commesse in Italia e all'estero, è stata applicata la sorveglianza speciale nei confronti di un giovane di 28 anni. Si tratta di un ultrà laziale appartenente al gruppo degli "Irriducibili" e figlio di uno dei leader locali di Forza Nuova, che per due anni non potrà lasciare il Comune di residenza a Grottaferrata ed è ora obbligato a restare nella propria abitazione dalle 9 di sera alle 7 di mattina. L'episodio che ha portato alla misura speciale è del febbraio scorso, quando il 28 enne è stato individuato per il ferimento di alcuni tifosi spagnoli, avvenuto nel rione Monti, venuti nella capitale per assistere all'incontro di Europa League Lazio-Siviglia. Negli anni successivi erano stati sette i provvedimenti di aggravamento della misura. In particolare nel 2018, il 28 enne, durante l'amichevole Inghilterra-Italia, espose una bandiera con la scritta "no ius soli" allo stadio di Wembley.

Condividi