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MONDO

Rese note le identità delle vittime

California, misteri di una strage. 12 Bombe e 5mila proiettili: un arsenale a casa degli assalitori

Nell'abitazione della coppia - Syed Farook (28 anni) e la moglie Tashfeen Malik (27 anni) - che ha organizzato l'assalto, in cui sono  rimaste uccise 14 persone, c'erano 12 bombe artigianali e oltre 5.000 munizioni

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Sei uomini e otto donne, dai ventisei ai sessant'anni. Sono quattordici le vittime dell'assalto armato di mercoledì contro un centro disabili in California. Le autorità di San Bernardino hanno reso noto le loro generalità.

E la strage poteva registrare un bilancio ancor più grave: la polizia ha trovato nell'edificio tre ordigni esoplosivi artigianali interconnessi tra loro e azionabili a distanza. "È il peggior omicidio di massa negli Stati Uniti da tre anni a questa parte", ha detto il capo della polizia locale Jarrod Burguan, in una conferenza stampa. 

Nell'abitazione della coppia - Syed Farook (28 anni) e la moglie Tashfeen Malik (27 anni) - che ha organizzato l'assalto, in cui sono anche rimaste ferite 21 persone, c'era un vero e proprio arsenale. I due, all'interno della casa in cui vivevano in affitto con la figlia di soli sei mesi, avevano 12 bombe artigianali, oltre 5.000 munizioni e centinaia di caricatori. Marito e moglie nel corso della strage hanno usato due pistole e due fucili acquistati legalmente. Con queste armi hanno esploso tra i 65 e i 75 colpi all'interno dell'auditorium dove si stava svolgendo una festa tra colleghi in vista delle vacanze di Natale. 1.600 proiettili sono stati trovati indosso alla coppia e nella loro auto, un Suv nero sul quale hanno cercato di fuggire. Gli agenti invece hanno sparato oltre 380 colpi nello scontro a fuoco in cui i due sospetti sono stati uccisi. 

Intanto l'Fbi non si è ancora sbilanciato nel definire il caso un atto di terrorismo, sostenendo che sarebbe irresponsabile a questo punto delle indagini. Ma alcune fonti di polizia sostengono, secondo quanto riporta la Cnn, che uno dei presunti autori della strage si era radicalizzato e aveva contatti con sospetti jihadisti fuori dagli Stati Uniti. Il New York Times spiega che alla base del sospetto di atto terroristico ci sono l'arsenale che era in possesso dei due, i loro recenti viaggi in Medioriente e i contatti di uno dei due con estremisti islamici.  
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