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MONDO

Sono l'ex ideologo e l'ex capo di stato

Cambogia, confermata la condanna all'ergastolo per gli ultimi leader dei Khmer Rossi

Nuon Chea e Khieu Samphan  - giudicati colpevoli di "crimini contro l'umanità, sterminio e atti disumani" - hanno ascoltato impassibili il verdetto.  Si stima che circa 1 milione e 700.000 persone siano morte per fame, malattie o esecuzioni durante il regime dei Khmer rossi in Cambogia dal 1975 al 1979

I due condannati Khieu Samphan e Nuon Chea (AP Photo/Mark Peters)
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Phnom Penh (Cambogia) Confermata la condanna all'ergastolo per Nuon Chea e Khieu Samphan, i due più alti ex leader dei Khmer rossi ancora in vita, per crimini contro l'umanità relativi all'evacuazione forzata della capitale cambogiana nel 1975.

L'alta corte di giustizia della Cambogia ha respinto l'appello contro la sentenza del 2014. La corte ha sentenziato che la condanna di due anni fa, inflitta da un tribunale dell'Onu, era stata "appropriata", data la gravita' dei crimini e il ruolo avuto dai due accusati, Khieu Samphan, l'85enne ex capo dello stato e Nuon Chea, il 90enne braccio destro dell'ultimo leader comunista del paese Pol Pot.

I due, condannati all'ergastolo per crimini contro l'umanita', hanno ascoltato impassibili il verdetto.

Sterminio disumano
Si stima che circa 1 milione e 700.000 persone siano morte per fame, malattie o esecuzioni durante il regime dei Khmer rossi in Cambogia dal 1975 al 1979.
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