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ITALIA

Salvini: "Nessuna tregua ai criminali"

Camorra, arrestato a Napoli il boss superlatitante Marco Di Lauro

L'arresto è scattato grazie a un'operazione congiunta interforze. L'uomo è stato intercettato in uno stabile del quartiere Chiaiano, periferia di Napoli. Possibile un legame con l'omicidio di una donna, stamani a Melito, da parte di un uomo vicino al clan. Conte: un altro duro colpo alla criminalità organizzata

Foto Ansa
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Il boss della camorra, Marco Di Lauro, è stato arrestato a Napoli. A porre fine ad una latitanza durata 14 anni sono stati poliziotti, carabinieri e finanzieri in una operazione coordinata dalla Dda guidata dal procuratore Melillo. Per arrestare Di Lauro sono stati impegnati oltre 150 uomini delle forze dell'ordine. "Stanotte dormirà nel carcere di Poggioreale". Così il questore di Napoli, De Iesu, in conferenza stampa dopo l'arresto del boss della camorra.

Latitante dal 2004
Di Lauro, 38 anni, è il quarto figlio del boss Paolo Di Lauro, "Ciruzzo 'o milionario", storico capo del clan protagonista della faida di Scampia. Era latitante dal 7 dicembre 2004, dopo un maxi blitz al quale era riuscito a scampare. In quella notte di 14 anni fa mille uomini dello Stato entrarono nei quartieri di Scampia e Secondigliano, coadiuvati dagli elicotteri, ed eseguirono 53 ordinanze.

Il latitante più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro
Ricercato per associazione di tipo mafioso e altri reati, era ricercato anche in campo internazionale ed era stato inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi d'Italia: era il secondo più pericoloso dopo Matteo Messina Denaro.

Non ha opposto resistenza
Il superlatitante è stato intercettato in uno stabile in via Emilio Scaglione, del quartiere Chiaiano, periferia nord di Napoli. Il boss non ha opposto resistenza e si è mostrato preoccupato innanzitutto per la sorte dei suoi gatti. Nell'appartamento, ha spiegato il questore Antonio De Iesu, sono stati "trovati soldi, ma non molti" e poi ne armi né vedette a sorvegliare gli accessi.

L'accelerazione dopo l'uccisione di una donna a Melito
"Nel primo pomeriggio c'è stata una fibrillazione dell'attività investigativa che ci ha consentito di fare degli intrecci per arrivare all'abitazione" dove si nascondeva Marco Di Lauro. Lo ha detto il questore di Napoli, Antonio De Iesu nel corso della conferenza stampa. Poche ore prima in questura si era costituito un uomo, Salvatore Tamburrino, 40 anni, originario del quartiere di Secondigliano, dopo aver ucciso la moglie in un appartamento di Melito. Tamburrino, ex sorvegliato speciale, è stato in passato ritenuto vicino al clan. Alla domanda di un giornalista se vi possa essere un collegamento tra i due episodi il questore ha ribadito: "C'è stata una inusuale fibrillazione sulle attività tecniche. Vi posso dire solo questo".

Forse il boss tradito da una telefonata
E potrebbe essere stata una telefonata a svelare il nascondiglio di Marco Di Lauro. Ad effettuarla sarebbe stata oggi, nel primo pomeriggio, l'uomo che ha ucciso con tre colpi di pistola la moglie e che poi si è recato in Questura per confessare l'omicidio.  L'assassino, infatti, dopo aver compiuto il delitto avrebbe telefonato a Marco Di Lauro facendo scattare l'intercettazione che ha condotto gli inquirenti alla scoperta dell'abitazione di via Emilio Scaglione a Marianella dove si nascondeva il figlio di "Ciruzzo o' Milionario".

Le condanne che pendevano sul superlatitante
Sul boss di Scampia Marco Di Lauro pendeva un ordine di carcerazione in seguito alla sua condanna nel 2009 da parte della Corte di Appello a 11 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di associazione mafiosa e per aver avuto un ruolo apicale nel clan Di Lauro dal 2000 al 2004, quando ha iniziato la sua latitanza. Sul giovane boss dal 2015 pende poi un altro ordine di custodia cautelare in carcere per associazione finalizzata al traffico di droga, con l'aggravante del metodo mafioso: un reato che Di Lauro avrebbe commesso a Napoli e in Spagna, a Madrid, Toledo e Barcellona.

La faida per il traffico di droga
Il clan Di Lauro è stato protagonista tra il 2003 ed il 2005 di una delle più sanguinarie faide di camorra. Lo scenario sono stati i quartieri dell'area nord occidentale di Napoli - quelli di Secondigliano e di Scampia, ed alcuni Comuni della zona a nord. A scatenare la faida che vedeva contrapposti i fedelissimi del clan e alcuni ex appartenenti che decisero di mettersi in proprio - da qui il nome di "girati" o di scissionisti - fu il controllo del traffico degli stupefacenti nella zona di Scampia e di Secondigliano. Marco, tra i figli di Paolo Di Lauro, soprannominato Ciruzzo 'o' milionario' (per la sua disponibilità finanziaria) è sempre stato considerato il più scaltro.

Azione coordinata dalla Dda di Napoli
"Marco Di Lauro non era armato e non ha opposto resistenza", ha detto il questore di Napoli, Antonio De Jesu, che è sceso dai suoi uffici per accogliere i suoi uomini che, insieme all'Arma dei Carabinieri, hanno condotto l'operazione nel pomeriggio di oggi. Soddisfatto anche il comandante provinciale dei Carabinieri di Napoli, colonnello Ubaldo Del Monaco, che ha evidenziato che l'azione si è svolta sotto il coordinamento della Dda di Napoli guidata dal procuratore Melillo. "Siamo contenti", ha aggiunto Del Monaco.

La soddisfazione per la cattura
Marco Di Lauro è arrivato in questura a bordo di una auto civetta della Polizia di Stato mentre dall'alto un elicottero sorvegliava la zona. "Bravi, bravi" è l'incitamento che si è levato dai presenti, un centinaio di persone, mentre alcuni degli agenti che hanno partecipato all'operazione si sono abbracciati manifestando soddisfazione per il lavoro svolto. 

Conte: un altro duro colpo alla criminalità organizzata
"A nome del Governo un sincero ringraziamento alle forze di polizia e all'autorità giudiziaria per la cattura del super latitante della camorra Marco Di Lauro. Un grande lavoro e una straordinaria operazione di squadra". Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che commenta: "Dallo Stato un altro duro colpo alla criminalità organizzata".  


Salvini: "Complimenti alle forze dell'ordine". "Nessuna tregua ai criminali"
"Catturato il superlatitante di camorra Marco Di Lauro, grazie a un'operazione congiunta di Polizia e Carabinieri. Complimenti alle forze dell'ordine, che dopo l'arresto di un terrorista algerino dell'Isis mettono a segno un'altra operazione importantissima. Nessuna tregua ai criminali", ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

Presidente Commissione parlamentare antimafia Morra: "Vittoria dello Stato"
"L'arresto di Marco Di Lauro è una vittoria dello Stato. Esprimo le mie più sincere congratulazioni alle forze dell'ordine e alla magistratura per questo arresto che riconsegna sempre più fiducia nella democrazia e nelle sue leggi per affermare il principio della legalità". Così il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra.
 
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