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ITALIA

Cannabis light, dal Consiglio Superiore di Sanità stop alla libera vendita

I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa sono venduti nei 'canapa shop' come prodotto da collezione, non destinato al consumo. Ma il Consiglio ha avvertito che "non può essere esclusa la pericolosità" 

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Il ministero della Salute aveva chiesto un parere in riferimento ai "prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa". E il Consiglio Superiore di Sanità (Css) l'ha dato, non escludendo "la pericolosità della 'cannabis light'". Quanto basta per  mettere in discussione i cosiddetti 'canapa shop' diffusisi in tutta Italia, poiché il Css raccomanda che non sia consentita la libera vendita.  

I prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa sono attualmente venduti nei 'canapa shop' come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo. Ma il Consiglio ha avvertito che "non può essere esclusa la pericolosità" della cosiddetta cannabis o marijuana light e per questo raccomandato "che siano attivate nell'interesse della salute individuale e pubblica misure atte a non consentire la libera vendita".

Le reazioni al parere del Css
 
"Lasciare che proliferassero questi cannabis shop che vendono prodotti cosiddetti 'light' è stato un grave errore". E' il parere del farmacologo Silvio Garattini, membro del Consiglio di Superiore di Sanità, che ha inviato un parere al ministero della Salute proprio per consigliare di vietare la vendita dei prodotti a base di cannabis. "Questa vendita libera - attacca Garattini - dà l'idea che questa droga possa circolare tranquillamente, ma il limite del Thc fissato dalla legge non esclude affatto che ci possano essere effetti psicotropi: anche con un Thc molto basso bastano due o tre spinelli per 'sballare', specie per i più giovani con il cervello in fase di sviluppo. Secondo me bisogna intervenire e regolamentare il fenomeno".

Del tutto diversa l'opnione dell'Associazione Coscioni: "Il parere del Consiglio risulta disallineato all'evoluzione dello scenario internazionale attualmente in corso, giungendo all'indomani della legalizzazione della Cannabis da parte del Canada e nei giorni successivi all'epocale annuncio dell'Organizzazione Mondiale della Salute circa l'avvio, per la prima volta nella storia, di una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis con probabile declassificazione della sua pericolosità nelle tabelle internazionali". L'associazione aggiunge:  "Sfidiamo il Consiglio Superiore della Sanità a portar avanti studi propri, se ne è capace, invece che raccogliere "dati in letteratura" che sono spesso datati e frutto di impostazioni ideologiche se non antiscientifiche - dichiara Marco Perduca, l'ex senatore Radicale dell'Associazione. "Il 26 giugno - conclude - presenteremo il Libro Bianco sulla legge sulle droghe ed entreremo nel dettaglio dei danni di divieti come quelli promossi oggi dal CSS che, tra le altre cose, continuano a riempire le patrie galere". 
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