Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Capitaneria-stop-a-navigazione-a-mezzo-miglio-dalla-Sea-Watch-f9a8ab84-e10a-483f-b696-bc9a572a9dfe.html | rainews/live/ | true
ITALIA

Migranti

Capitaneria, stop a navigazione a mezzo miglio dalla Sea Watch

Dopo Fratoianni, Prestigiacomo, Magi e Italia, oggi sopralluogo sulla nave di parlamentari Pd. Il Garante dei diritti dei detenuti avvisa: "Illecita detenzione", mentre il garante per l'infanzia presenta ricorso al Tribunale dei minori. Salvini: "Sulla Sea Watch non ci sono donne e bambini". Mattarella: il governo trovi una soluzione

Condividi

Con un'ordinanza emessa ieri, e valida "dalla pubblicazione sul sito istituzionale della Capitaneria di porto di Siracusa", lo specchio d'acqua all'interno della Baia di Santa Panagia, per un raggio di mezzo miglio dalla SeaWatch 3, "è interdetto alla navigazione, ancoraggio e sosta con qualunque unità non espressamente autorizzata". Lo stabilisce l'ordinanza firmata dal comandante della capitaneria di porto di Siracusa, Luigi D'Aniello. 

Il provvedimento di fatto mira a bloccare qualsiasi ulteriore visita a bordo di persone non espressamente autorizzate come avvenuto ieri quando i tre parlamentari sono riusciti a salire a bordo. "Sono qui a Siracusa per tenere alta l'attenzione e cercare di dare una mano assieme alle tante associazioni che stanno lavorando su questo fronte. La cosa fondamentale è mettere in sicurezza questa persone ed evitare che si giochi sulla loro pelle un altro tempo di questa campagna sbagliata che il governo ormai ha armato da mesi. Chi sta violando la legge è il governo italiano". Così il candidato alla segreteria nazionale del Partito democratico Maurizio Martina. 

Faraone: "Delegazione Pd salirà sulla nave"
"Terminato l'incontro in Prefettura. La delegazione dei parlamentari del @pdnetwork salirà a bordo della #SeaWatch intorno alle 15.30 Finalmente!". Lo scrive su Twitter Davide Faraone,deputato del Pd e segretario del partito in Sicilia. 

Garante infanzia Siracusa presenta ricorso d'urgenza a Tribunale minori
Il garante per l'infanzia del Comune di Siracusa, Carla Trombino, ha presentato al Tribunale dei minorenni di Catania un ricorso d'urgenza per lo sbarco e l'assegnazione a un centro specializzato dei 13 minorenni a bordo della Sea Watch. La richiesta è stata depositata dall'avvocato Rosa Emanuela Lo Faro ed è motivata con "i maltrattamenti e le torture" che i minorenni hanno subito in Libia. Il legale ha chiesto anche l'intervento dell'autorità marittima per dichiarare l'emergenza medica per i minori.

Pm Siracusa: il comandante non ha commesso alcun reato
"Non ha commesso alcun reato il comandante della Sea Watch e non è stata neppure presa in considerazione al momento l'ipotesi di un eventuale sequestro della nave", dice il procuratore di Siracusa, Fabio Scavone, in riferimento al caso della Sea Watch che ha aperto un fascicolo d'indagine senza reati né indagati. Per il magistrato "ha salvatore i migranti e scelto quella che appariva la rotta piu' sicura in quel momento". Acquisite dai suoi uffici le informative della Capitaneria di porto e le relazioni giunte dal natante della ong tedesca.

La procura di Siracusa, aveva già spiegato nei giorni scorsi, che è interessata a verificare le condizioni igienico-sanitarie della nave e le sue dotazioni di sicurezza.

La procura ha preso informazioni anche sulla questione dei minori presenti sulla nave della Ong tedesca. Se la nave, spiega il procuratore, decidesse di riprendere la navigazione, occorrerà valutare le condizioni di idoneità della nave stessa, "cioé se ha a sua disposizione una dotazione di salvamento per tutte le persone a bordo, altrimenti è impossibile che possa prendere il mare". 

Salvini: "Sulla Sea Watch non ci sono donne e bambini"
"È mia intenzione chiudere il Cara di Mineo entro quest'anno. Più grossi sono i centri più facile è che si infiltrino i delinquenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in un'intervista radiofonica a RTL.

"Sulla Sea Watch, ci tengo a ribadirlo, non ci sono donne e bambini. Queste persone non devono essere messe in mano agli scafisti che sono i veri delinquenti". Sul blitz dei parlamentari e del sindaco di Siracusa a bordo della nave, il vicepremier ha spiegato che "non hanno rispettato le norme igienico-sanitarie. Possono portare a terra di tutto e di più".

Mattarella segue gli sviluppi: "Il governo trovi una soluzione"
Contatti con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, come da prassi legata alla normale quotidianità, ma con una particolare attenzione, come è ovvio che sia, alla vicenda della Sea Watch. Trovare una soluzione per consentire la fine dell'ennesima odissea per i profughi che si trovano a bordo della nave è negli auspici del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che quindi ha avuto modo di parlare della questione con il  premier.  Tuttavia, come accaduto nei casi più recenti, il Capo dello Stato è attento a evitare interventi che possano generare equivoci e trascinarlo nella polemica politica, come avvenne l'estate scorsa quando, dopo colloqui tra Conte e Mattarella, fu trovata una soluzione   per lo sbarco della nave Diciotti.

La speranza è quindi che l'assicurazione "stiamo lavorando" espressa dal ministro dell'Interno, Matteo Salvini, possa tradursi presto in fatti concreti, che tuttavia sono legati in via esclusiva alle scelte e alle prerogative del governo. Fermo restando che rimane salda la convinzione espressa dal presidente della Repubblica ogni qualvolta se ne presenti l'occasione, riguardo la necessità di un'assunzione di  responsabilità da parte dell'intera comunità internazionale per governare il fenomeno epocale dell'immigrazione.

Garante diritti dei detenuti: "Illecita detenzione"
Sulla nave Sea Watch si configura una situazione di "illecita detenzione", per la condizione "di privazione di fatto della libertà dei migranti soccorsi" per i quali "è stato anche superato il limite massimo di 96 ore che la legge prevede per il  fermo di una persona senza convalida giurisdizionale". E' quanto  denuncia il garante per i diritti dei detenuti, Mauro Palma, che ha inviato un'informativa alla Procura di Siracusa e richiesto al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, di consentire urgentemente lo sbarco delle 47 persone a bordo. Nell'informare delle sue "preoccupazioni" la Procura della Repubblica, si è soffermato in particolare sulle possibili responsabilità penali riguardo a "un'illecita detenzione dei migranti" e sui rischi di condanne del nostro Paese in sede internazionale.   Il Garante nazionale ribadisce il principio che le persone sono sempre un fine e mai un mezzo per raggiungere qualsiasi obiettivo e si riserva di aprire un confronto in ambito europeo sull'atteggiamento tenuto dalle autorità olandesi nella gestione della vicenda Sea Watch 3.

Olanda: non accoglieremo migranti Sea Watch 3 
L'Olanda ha respinto la richiesta dell'Italia di accogliere i 47 migranti a bordo della nave umanitaria dell'Ong Sea Watch, sostenendo che bisogna distinguere tra persone che hanno effettivamente bisogno di asilo e migranti economici. In una nota, il ministero della Giustizia e Sicurezza olandese, responsabile delle politiche migratorie, ha detto che non si farà carico di nessun migrante della Sea Watch 3 fino a che non ci sarà un accordo di lungo termine su come distinguere queste due categorie di profughi. "Quelli che non hanno diritto alla protezione internazionale devono essere mandati indietro immediatamente al loro arrivo ai confini europei", si legge nel comunicato, rilanciato dalla Reuters. "Senza una chiara prospettiva per una tale soluzione strutturale", continua il testo, "l'Olanda non parteciperà a misure ad hoc per lo sbarco". 

Ieri il blitz parlamentare
Ieri la visita a sorpresa di una delegazione di parlamentari sulla Sea Watch 3. La delegazione composta da Stefania Prestigiacomo, Riccardo Magi e Nicola Fratoianni, una mediatrice culturale, un avvocato e uno psichiatra. Con loro c'era anche il sindaco di Siracusa, Francesco Italia.  

"Presto iniziativa alle Camere"
"Il governo intervenga e faccia sbarcare subito tutti i 47 migranti a bordo della Sea Watch 3. Avvieremo una iniziativa parlamentare, che stiamo studiando insieme" hanno detto Prestigiacomo, Fratoianni e Magi non appena rientrati al porto di Siracusa, dove hanno raggiunto la Capitaneria.

"Gli sguardi spiritati delle 47 persone che abbiamo incontrato, ascoltato e accarezzato lasciano un segno" ha poi commentato Prestigiacomo. Le ha fatto eco Fratoianni: "I migranti sono molto provati e lo abbiamo visto con i nostri occhi. Una nave di questo tipo e attrezzata per il salvataggio e non per ospitare per lunghi periodi. Ci sono minori di 14,15 e 16 anni che guardando con speranza alle coste di Siracusa. Ci sono persone che mostrano, alzandosi la maglia, le cicatrici delle torture subite".

"Per i migranti è la prosecuzione di una forma di prigionia che assolutamente non comprendono" aggiunge Magi. "Abbiamo ascoltato storie di persone che sono state tre o cinque anni in Libia. Noi non abbiamo commesso alcuna illegalità, infatti le motovedette non ci hanno bloccato. Stavamo esercitando le nostre prerogative parlamentari. Intendiamo portare all'interno del dibattito parlamentare quello che abbiamo visto"

Psichiatra: "Sulla nave c'è una situazione penosa"
"La situazione dei migranti sulla Sea Watch è penosa. Ho avuto colloqui con dieci persone, tra cui tre minori. Hanno subito torture in Libia, c'è una persona che ha perso un occhio, gente con tagli e dita delle mani deformate per i colpi ricevuti" dice lo psichiatra Gaetano Sgarlata, salito sulla nave assieme alla delegazione dei parlamentari.

Per lo psichiatra "la condizione psicologica di tutti è molto precaria, è veramente penoso vederli in questa situazione, ancora con la paura e il terrore di essere rispediti in Libia". "E' raccapricciante questa inutile vessazione di tenerli lontani dalla nostra terra".

Al porto di Siracusa anche l'ex 5S Gregorio De Falco: "Mio dovere essere qui"
C'è anche il senatore Gregorio De Falco, ex M5S, espulso lo scorso dicembre dal movimento, al porto di Siracusa, dove si è radunata un piccola folla per chiedere lo sbarco immediato dei 47 migranti. Con altri quattro parlamentari Cinquestelle- Paola Nugnes, Matteo Mantero, Elena Fattori  e Virginia La Mura- De Falco si era astenuto dal voto di fiducia al decreto sicurezza. A fine anno l'espulsione. Il senatore ha raggiunto nella sede della Capitaneria di porto i tre parlamentari saliti a bordo della nave.

"Mi sentivo in dovere di essere qui..." per seguire da vicino la vicenda, ha detto il senatore.

Condividi