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Roma

​Carceri, Bonafede: con il dl al massimo fuori in 6 mila. Finora 50 i beneficiari

In un question time alla Camera il ministro della Giustizia ha detto che alle carceri sono state consegnate 200 mila mascherine, ma con il lavoro dei detenuti se ne possono produrre 8.000 al giorno

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Sono 6.000 i detenuti che potenzialmente potrebbero lasciare il carcere per passare alla detenzione domiciliare. Ma questo "dipenderà da diversi requisiti e variabili (come per esempio, il domicilio idoneo) che dovranno essere accertati dalla magistratura". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo a un'interrogazione sull'impatto del dl, che prevede la detenzione domiciliare per reati non gravi con residuo di pena di 18 mesi. Misura di cui ad oggi hanno beneficiato "circa 50 detenuti".

"Dalle interlocuzioni con il Ministero dell'Interno emerge, fino al 15 maggio, l'effettiva disponibilità di 2.600 braccialetti elettronici da installare in via progressiva settimanalmente", ha proseguito Bonafede rispondendo alla Camera al question time a diverse interrogazioni. Questi braccialetti, ha chiarito il ministro, "non hanno costi ulteriori, in quanto compresi nel contratto triennale, siglato nel 2018, per un valore complessivo di 23 milioni di euro". "Nelle prime tre settimane di marzo - ha spiegato il ministro - c'è stata una riduzione della popolazione detenuta in carcere, passata dai 61.235 ai 58.592 effettivi nelle camere di detenzione", con una riduzione di 2.643. Questo è dipeso prevalentemente dalle leggi vigenti prima del dl Cura Italia, che ha avuto "un'incidenza stimata di circa 200 detenuti".

"Allo stato attuale risultano 15 contagiati", ha proseguito, aggiungendo che "alla data del 19 marzo il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha consegnato ai Provveditorati Regionali quasi duecentomila mascherine (199.127), nonché 768.889 guanti di gomma monouso. Lunedì scorso sono state richieste al Comitato operativo del Dipartimento della Protezione Civile altre 150.000 mascherine di tipo chirurgico da distribuire agli istituti penitenziari". Ed ha assicurato che "il Dipartimento sta già impiegando il massimo sforzo al fine di agevolare la produzione delle mascherine negli istituti penitenziari, grazie al lavoro dei detenuti. Allo stato attuale la capacità produttiva si attesta intorno alle 8.000 mascherine chirurgiche al giorno che, dopo le necessarie validazioni, potranno rappresentare un evidente incremento della dotazione".
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