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MONDO

Stampa egiziana: la procura vicina ad identificare l'assassino

Regeni. Stucchi: da Egitto errori ma ora vogliamo collaborazione

"Non è tanto una questione di intelligence - ha sottolineato il presidente del Copasir - il problema è capire che tipo di collaborazione sono disposti a garantire le forze di polizia e l'autorità giudiziaria locali ai nostri investigatori"

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"Noi auspichiamo sia fatta piena chiarezza e che l'Egitto garantisca piena collaborazione agli investigatori del Ros e dello Sco che sono li' per definire il tutto". Lo ha detto il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell'audizione del direttore dell'Aise, Alberto Manenti, audizione dedicata in parte proprio alla vicenda del ricercatore italiano scomparso al Cairo e ritrovato cadavere il 3 febbraio scorso. "Non e' tanto una questione di intelligence - ha sottolineato Stucchi - il problema è capire che tipo di collaborazione sono disposti a garantire le forze di polizia e l'autorità giudiziaria locali ai nostri investigatori".

Per il presidente del Copasir, si tratta di una "situazione sicuramente ingarbugliata. Gli egiziani hanno commesso errori incredibili: la polizia di quel Paese non è coordinata e gestita in modo efficace e corretto, c'è anche una mancanza di dialogo, forse voluta, con altri corpi di sicurezza. Oggi l'Egitto non è del resto un Paese dove le forze dell'ordine sono dirette in modo esemplare".

Nel corso dell'audizione "il direttore dell'Aise ci ha confermato che Regeni non aveva alcuna collaborazione di nessun tipo con le nostre agenzie di intelligence". E quanto alla possibilita' che il suo lavoro di ricerca sia stato utilizzato da altri, "si tratta di illazioni: del resto tutti quelli che scrivono report su Paesi in cui ci sono situazioni tanto delicate possono attirare l'attenzione di tanti soggetti, anche dei servizi. Ma si tratta in ogni caso di fonti aperte, non classificate, spesso reperibili in rete".

"Al Copasir,  Manenti - ha concluso Stucchi - ha ricostruito ora per ora le cronologia degli avvenimenti, in particolare quanto accaduto dal momento della scomparsa di Regeni a quello del ritrovamento del corpo, nonché i contatti e le informazioni avute dall'ambasciata italiana e dai servizi". Quanto, infine, alla presenza dello stesso Manenti in Egitto nei giorni del ritrovamento del corpo, si tratta di una coincidenza, in quanto era una presenza gia' prevista e fissata da tempo".

Stampa egiziana: la procura vicina ad identificare l'assassino
''La procura egiziana si sta avvicinando all'identificazione del killer'' del giovane ricercatore friulano, Giulio Regeni, torturato e ucciso in Egitto. Lo sostiene il portale egiziano 'Youm7' in un lungo articolo corredato da numerose foto di Regeni, riprese dalle pagine Facebook dei suoi amici e colleghi, ma che fornisce poche anticipazioni sulla direzione verso la quale si sta muovendo la procura riguardo la matrice del delitto. ''La procura di Giza sud, guidata dal presidente Ahmed Naji, sta portando avanti gli sforzi per svelare i misteri e le circostanze'' della morte del ventottenne italiano, riferisce il sito egiziano, che parla di ''importanti indizi raccolti dopo aver ricevuto il rapporto medico e un resoconto dalle chiamate in entrata e uscita'' (dal telefono, ndr) di Regeni. ''Il team d'indagine italiano, composto da sette membri, è in stretto contatto con l'ufficio del procuratore generale'' egiziano, afferma Youm7, con l'obiettivo di ''aggiornarsi sugli ultimi sviluppi dell'indagine'' da parte egiziana e per ''metterli a confronto'' con i risultati ottenuti da loro.
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