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MONDO

Madrid

Catalogna, Rajoy: non c'è stato referendum, resta lo Stato di diritto

Intervento del premier spagnolo dopo il voto convocato dai secessionisti catalani: "E' stata una messinscena"

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"Oggi non c'è stato alcun referendum di autodeterminazione. Tutti gli spagnoli hanno constatato che lo Stato di diritto resta in vigore, reagisce a chi vuole sovvertirlo e mantiene la sua forza".

Lo ha detto il premier spagnolo Mariano Rajoy, dopo la chiusura delle urne in Catalogna per il referendum secessionista. "Abbiamo rispettato i nostri obblighi e abbiamo rispettato la legge. Oggi ha prevalso la democrazia perché è stata rispettata la Costituzione".

"I catalani sono stati ingannati e chiamati a partecipare a una mobilitazione illegale. Mi spiace per la frustrazione di queste persone, ma le richieste politiche non possono venire dalla rottura della legalità. Voglio dire a tutta la Spagna che la maggior parte dei catalani non ha partecipato alla sceneggiata degli indipendentisti e ha ignorato la convocazione alle urne. Hanno saputo mettersi dalla parte della democrazia. Voglio ringraziare quest persone", ha aggiunto il premier.

"Oggi abbiamo constato la forza della democrazia spagnola". "Il referendum voleva liquidare la Costituzione senza tener conto dell'opinione degli spagnoli". "Voglio ringraziare i partiti che hanno dimostrato lealtà verso lo Stato, ringrazio i giudici e i procuratori che hanno applicato la legge e le forze di sicurezza che hanno tenuto fede agli obblighi e rispettato la giustizia. Abbiamo superato un processo che voleva mettere gli uni contro gli altri i cittadini e fare un grave danno alla convivenza", ha proseguito il capo del governo.

E poi: la Spagna "è una grande nazione, una delle più antiche d'Europa e delle più sviluppate al mondo, una democrazia avanzata e tollerante ma anche ferma e determinata al rispetto dello Stato di diritto". "Il mio grande obbligo - ha ricordato - è rispettare la legge, farla rispettare e garantire democrazia, e oggi ha vinto la democrazia".

C'è stato il "fallimento di un progetto che ha provocato situazioni indesiderate e che ha causato un danno molto grave alla convivenza, un bene che dobbiamo recuperare. Non chiuderò
nessuna porta, sono sempre per il dialogo ma nel quadro della legge e della democrazia". Quindi l'annuncio: "Convocherò le forze politiche con rappresentanza parlamentare per riflettere insieme sul futuro".
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