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MONDO

Altri sei separatisti catalani sotto inchiesta

Catalogna, Rajoy: "Mano tesa al dialogo ma non incontro Puigdemont"

Il premier spagnolo si è detto pronto ad avviare una "nuova tappa" di "dialogo" con il governo che sarà formato in Catalogna dopo le elezioni di ieri ma non ha raccolto la proposta di Carles Puigdemont per un incontro in un paese europeo che non sia la Spagna. "Io dovrei incontrare Ines Arrimadas", la capolista di Ciudadanos, "che ha vinto le elezioni"

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Il premier spagnolo Mariano Rajoy si  detto pronto ad avviare una "nuova tappa" di "dialogo" con il governo che sarà formato in Catalogna dopo le elezioni di ieri, sempre "nel rispetto della legge".  Le elezioni "richiedono un nuovo inizio - ha detto Rajoy -. Si  è aperta una finestra di opportunità, sono fiducioso. Il governo spagnolo fornirà la sua volontà di dialogo costruttivo, aperto, realista, sempre nel contesto della legge, e offrirà una mano tesa al governo catalano per risolvere i problemi, per migliorare il benessere e la ricchezza dei catalani", ha detto. Ma Rajoy non ha raccolto la proposta di Carles Puigdemont per un incontro in un paese europeo che non sia la Spagna. "Io dovrei incontrare Ines Arrimadas", la capolista di Ciudadanos, "che ha vinto le elezioni", ha risposto ai cronisti. Ciudadanos  è arrivato primo ieri ma i partiti indipendentisti hanno la maggioranza assoluta nel Parlament.  Il commissariamento della Catalogna  scattato con l'attivazione dell'articolo 155 della Costituzione sarà  revocato quando sarà stato formato un nuovo governo catalano, ha detto ancora Rajoy, come previsto, ha aggiunto, nella decisione votata dal Senato a fine ottobre.

Puigdemont: pronto a vedere Rajoy ma non in Spagna
"Vorrei che la Spagna che non prendesse più decisioni al posto nostro. E' giunto il momento di fare politica vera, la formula di Rajoy ha fallito e ha dimostrato che i catalani sono coesi". Lo ha detto Carles Puigdemont in conferenza stampa a Bruxelles, aggiungendo: "Sono disposto a incontrarlo ma non in Spagna", per iniziare un nuovo percorso, ma "senza persecuzioni legali. La situazione paradossale e ridicola". "Il prossimo passo è quello di parlare con Mariano Rajoy, dobbiamo trovare nuovi modi. Ho sempre parlato di dialogo. L'unilateralità stava dall'altra parte. Nonostante tutti i tentativi dello stato spagnolo, noi siamo più forti", ha spiegato Puigdemont.   Dopo il risultato elettorale di ieri in Catalogna, Puigdemont si dice convinto "di essere più vicino all'indipendenza".


Altri sei separatisti catalani messi sotto inchiesta
Sale il numero degli esponenti catalani imputati di sedizione. Nel giorno dei risultati delle elezioni catalane, il giudice del Tribunale Supremo Pablo Llarena ha notificato sei nuove imputazioni. Si tratta dell'ex presidente della Generalitat Artur Mas (il predecessore di Carles Puigdemont), della numero due del partito secessionista Erc, Marta Rovira, oltre che della portavoce e la capogruppo in parlamento del partito secessionista antisistema Cup, Anna Gabrie e Mireia Boya. A loro si aggiungono Marta Pascal, coordinatrice del partito PDeCat di Puigdemont, e Neus  Loveras, presidente dell'associazione dei comuni secessionisti. Secondo il giudice Llarena, tutti i sei, indagati anche per ribellione
e storno di fondi pubblici, facevano parte del Comitato strategico del processo indipendentista. Lo proverebbe un documento sequestrato dalla Guardia civil prima del referendum secessionista.
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