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MONDO

Dopo il referendum sull'indipendenza

Catalogna, in carcere 2 leader indipendentisti. Puigdemont: "Sono tornati i prigionieri politici"

Madrid non considera valida la risposta inviata dal governatore catalano a Rajoy tramite una lettera. Se nulla cambia, giovedì scatterà l'articolo 155 della Costituzione che di fatto sospende il governo catalano. Respinta la richiesta di arresto per il capo dei Mossos d'Esquadra: Trapero resta in libertà vigilata

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"La Spagna incarcera i leader della società civile della Catalogna per avere organizzato manifestazioni pacifiche. Purtroppo ci sono di nuovo prigionieri politici". Così il presidente catalano Carles Puigdemont ha reagito su Twitter all'arresto questa sera di Jordi Sachez e Jordi Cuixart, presidenti di Anc e Omnium. 

I due leader indipendentisti accusati di sedizione
Ad ordinare l'arresto preventivo dei due leader indipendentisti è stata la giudice Carmen Lamela. I presidenti delle due grandi organizzazioni indipendentiste della società civile catalana, Anc e Omnium, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart, sono accusati di "sedizione" in relazione alle manifestazioni di Barcellona il 20 e il 21 settembre. La magistrata ha accolto la richiesta della procura.

Proteste in Catalogna
Proteste spontanee a suon di pentole e padelle dai balconi delle case, le cosiddette 'caceroladas', sono cominciate in diverse città della Catalogna poco dopo la diffusione della notizia.

    

Puigdemont: "Abbiamo di nuovo i prigionieri politici"
"La Spagna mette in carcere leader della società civile della Catalogna per avere organizzato manifestazioni pacifiche. Tristemente, abbiamo di nuovo prigionieri politici". Così su Twitter il governatore della Catalogna, Carles Puigdemont, commenta in inglese la decisione.






Portavoce del Governo catalano: Stato spagnolo provoca, noi non abboccheremo
Il portavoce del governo separatista catalano ha qualificato come una "provocazione dello stato spagnolo" la collocazione in stato di detenzione provvisoria di due influenti dirigenti indipendentisti, accusati di "sedizione". "Lo Stato prova a provocare, ma le persone non cadono nella provocazione", ha detto Jordi Turull, sostenendo di comprendere "l'indignazione" dal momento che i due dirigenti, Jordi Cuixart e Jordi Sanchez, non hanno fatto altro che - secondo lui - lanciare appelli a manifestazioni pacifiche.


Libertà vigilata per il capo dei Mossos, Trapero
La giudice del tribunale spagnolo Audiencia Nacional ha invece deciso di lasciare in libertà il capo dei Mossos d'Esquadra, Josep Lluis Trapero, che dovrà però presentarsi ogni 15 giorni per l'obbligo di firma e consegnare il passaporto, con divieto di uscire dalla Spagna. Lo riferiscono fonti giudiziarie. La procura aveva chiesto l'arresto. La decisione è giunta dopo le dichiarazioni di Trapero oggi in tribunale, durate circa due ore, in quanto indagato per sedizione. La giudice avverte che, se Trapero dovesse violare alcune delle misure cautelari imposte, queste potrebbero aggravarsi. 

La vicepremier spagnola: Puigdemont risponda con chiarezza sull'indipendenza
Il governatore Carles Puigdemont ha deciso di non rispondere, credo non sia difficile dire sì o no", ma "ha l'opportunità di rettificare" e il governo "si aspetta che, nelle ore che restano perché si arrivi alla seconda scadenza della richiesta, Puigdemont risponda con chiarezza". Lo ha dichiarato la vice premier spagnola, Soraya Saenz de Santamaria, parlando alla Moncloa a Madrid a seguito della lettera inviata dal governatore catalano Carles Puigdemont al premier Mariano Rajoy, in risposta alla richiesta di chiarimento sul fatto che abbia o meno dichiarato l'indipendenza.

Confermato il secondo ultimatum per giovedì
La vicepremier spagnola ha confermato che giovedì 19 ottobre scadrà il secondo ultimatum al presidente Puigdemont, prima dell'attivazione dell'articolo 155 della costituzione che di fatto sospende il governo catalano.

Il Parlamento catalano non si riunirà questa settimana
Il Parlamento catalano ha deciso di sospendere la sessione in programma mercoledì e giovedì di questa settimana a causa della "situazione eccezionale che vive la Catalogna e della possibile attivazione dell'articolo 155 della costituzione" allo scadere del secondo ultimatum, giovedì. La decisione è stata presa dalla conferenza dei capigruppo per iniziativa dei gruppi indipendentisti, che hanno la maggioranza assoluta nel Parlament.

Indipendentisti divisi
Negli ultimi tre giorni Puigdemont ha studiato varie ipotesi di risposta con alleati e consiglieri. Le pressioni sono fortissime. La Cup, la sinistra secessionista, esige che risponda al 'dikat' di Madrid con una fuga in avanti. Annullando la 'sospensione' dell'indipendenza che aveva annunciato martedì e proclamando subito la 'Repubblica'. L'ala moderata, nel Pdecat di Puigdemont, vuole invece dare spazio a un possibile negoziato, evitando di bruciare subito i ponti. C'è anche la preoccupazione di molti catalani per il rischio di un tracollo dell'economia dopo la fuga delle sedi sociali di 550 imprese.

La lettera di Puigdemont: "Due mesi per negoziare"
La lettera inviata a Rajoy dal leader catalano Carles Puigdemont era per chiedere l'avvio di un dialogo tra il Governo centrale e quello catalano nei prossimi due mesi. Il contenuto della lettera, nella quale viene richiesto un incontro il prima possibile al primo ministro spagnolo, è stato reso noto dai media catalani. 


Rajoy risponde a Puigdemont
Il premier spagnolo, Mariano Rajoy, ha risposto per scritto a Puigdemont, avvertendolo che sarà "l'unico responsabile dell'applicazione della Costituzione", in riferimento all'articolo 155. Rajoy si dice "profondamente" dispiaciuto del fatto che Puigdemont non abbia risposto alla richiesta di chiarimento sulla eventuale dichiarazione d'indipendenza, spiegando che tale richiesta rappresenta il passo precedente a quanto previsto dalla Costituzione. "Non posso accettare in alcun modo l'esistenza di ciò che lei chiama 'conflitto storico tra Stato spagnolo e Catalogna'. Mai in tutta la storia i cittadini catalani hanno goduto di più libertà, di più autonomia politica e finanziaria che durante questa fase democratica", prosegue Rajoy nel testo. Inoltre, ribadisce che le richieste di dialogo di Puigdemont non sono credibili, "quando lei stesso rifiuta di parlare con una parte importante della società attraverso i suoi legittimi rappresentanti". Rajoy dice poi a Puigdemont che ancora ha margine per rispondere in modo chiaro alla richiesta di chiarimento presentata mercoledì scorso dal governo di Madrid, perché quel chiarimento è "assolutamente necessario". "Resta nelle sue mani aprire un nuovo periodo di normalità e lealtà istituzionale, che tutto il mondo sta invocando", afferma inoltre la lettera. 
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