Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/Centrosinistra-il-1-luglio-nasce-Insieme-con-la-regia-di-Pisapia-404a2f49-0972-4bb5-9176-0e87da975e9b.html | rainews/live/ | (none)
POLITICA

Centrosinistra: il 1° luglio nasce 'Insieme', con la regia di Pisapia

Condividi
Il 24 giugno a sciogliersi sarà il movimento di Tabacci, poi sarà la volta di quello di Dellai e il piano prevede che infine tocchi al Movimento dei democratici e progressisti. Per poi confluire nella 'creatura' che sta prendendo forma attorno alla figura di Giuliano Pisapia. Si chiamerà semplicemente 'Insieme'. Nessun riferimento neanche al centrosinistra: "Nessuno escluso", recita la locandina di presentazione dell'iniziativa che si terrà il 1° luglio a piazza Santi Apostoli a Roma.

Nel 'listone' comparirà solo quella semplice parola, avrà come rampa di lancio 'Campo progressista' ma la casa sarà aperta a tutti quelli che vogliono farne parte. Con un unico 'paletto': la condivisione del programma. A parlare il 1° luglio a Roma saranno, si apprende, lo stesso Pisapia, la presidente della Camera, Laura Boldrini e Pierluigi Bersani. Sul palco non dovrebbe intervenire Massimo D'Alema che in ogni caso ha sposato il progetto anche se vorrebbe che avesse una connotazione di sinistra. Arriverà con un messaggio anche la 'benedizione' di Romano Prodi. "Ci vuole una personalità sopra le parti. Prodi se fosse disponibile a candidarsi a Palazzo Chigi ci metterei la firma, però mi sembra che lui non sia disponibile", ha detto oggi l'ex sindaco di Milano facendo irritare i renziani che fiutano la manovra in atto per disconoscere la leadership del segretario del Nazareno. Alla kermesse di piazza Santi Apostoli dovrebbero arrivare anche altri messaggi, come quello di Letta, ma l'appuntamento è aperto soprattutto al mondo dell'associazionismo, del civismo, della cultura e dello spettacolo. Gli inviti sono partiti oggi e prevedono anche 'testimonial' che esulano dal perimetro della politica.

Quella parola 'Insieme', spiegano fonti parlamentari, racchiude il significato del progetto. Un piano non divisivo ma con dei punti fermi, a partire dall'Europa, dalla discontinuità rispetto al governo Renzi su alcuni temi come quello del lavoro, dalla necessità di regole chiare. Le prossime pagine sono ancora da scrivere ma si sta pensando di formare un'associazione all'interno della quale far confluire singoli e soggetti già costituiti. All'indomani del 1° luglio si dovrebbe formare un unico gruppo parlamentare ma c'è all'interno di Mdp chi frena ancora e opterebbe per una federazione. Molti ex fuoriusciti dal Pd il 18 giugno prenderanno parte all'appuntamento dei 'civici', ovvero degli ex dei Comitati per il No, lanciato dall'avvocata Anna Falcone e dal professore Tomaso Montanari. "Ma - spiega un ex dem di Mdp - sarebbe sbagliato fare una 'foto della sinistra radicale'". A quell'appuntamento non ci saranno i fedelissimi di Pisapia che reputano necessario non delimitare il perimetro, puntare su un centrosinistra di governo e non su una somma di sigle.

La partita sul nuovo centrosinistra si giocherà chiaramente sulla legge elettorale: Pisapia punta sempre su una logica di coalizione ma ha ribadito la necessità che Renzi non si sottragga alle primarie. Nessuna porta chiusa per il segretario del Nazareno ma - spiega un esponente di Mdp - "non può certo fare il vecchio giochino di dividere Pisapia da D'Alema, non funziona". "Non si può passare da un'ora all'altra da Berlusconi a Pisapia", mette in chiaro l'ex sindaco di Milano. Lo spartiacque è il programma, viene ribadito. "Sarebbe responsabilità di Renzi dividere la sinistra e consegnare il governo in mano alla destra", è il ragionamento.

Domani Pisapia dovrebbe incontrare Bersani, i capigruppo di Mdp (forse anche D'Alema) per fare il punto della situazione. Per cercare di trovare una quadra definitiva sul tema delle alleanze, soprattutto con Sinistra italiana. Molti esponenti di Articolo 1 vorrebbero evitare che si creasse una 'lista a sinistra' "magari - osserva un parlamentare - con Fratoianni, quelli di Rifondazione comunista e di Ferrando". Perciò premono affinché ci sia l'inclusione di tutti per portare avanti un progetto che - qualora Renzi decidesse di non scendere a patti - sarebbe completamente alternativo al Pd. Pisapia frena sulla costruzione di una piattaforma 'contro' qualcuno, preferirebbe 'unire', costruire un campo largo. E gli stessi orlandiani guardano con interesse al lavoro portato avanti dall'ex sindaco di Milano. "Al congresso siamo stati numericamente battuti ma politicamente sta emergendo che la nostra posizione è vincente. Le amministrative - è il 'refrain' del ministro della Giustizia - hanno dimostrato che si vince solo se il centrosinistra è unito".
Condividi