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MONDO

Brasile

Cesare Battisti al Giornale Radio Rai: "La fuga in Bolivia? Qualcuno mi ha teso una trappola"

Dopo la pronuncia del Tribunale Supremo Federale (TSF), Cesare  Battisti è stato intervistato in esclusiva dall'invato inviato Giorgio Specchia. Durante il lungo incontro con il giornalista del Gr Rai Battisti parla del suo pentimento riferito all'adesione ai Proletari armati per il comunismo. Battisti  parla anche dell'Italia

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"Qualcuno ha voluto portarmi alla frontiera con la Bolivia, e'  stata una trappola". A parlare è Cesare Battisti in una intervista al Gr1 della Rai.  "Era tutto organizzato. io qui in Brasile sono accettato da tutti, tutti mi vogliono bene", aggiunge l'ex leader dei proletari armati per il comunismo, secondo il quale "nel plenario (dell'alta corte brasiliana, ndr) ci sono diverse voci, molte delle quali sono a mio favore".

 Dopo la pronuncia del Tribunale Supremo Federale (TSF), Cesare  Battisti è stato intervistato in esclusiva dall'invato inviato Giorgio Specchia. Durante il lungo incontro con il giornalista del Gr Rai Battisti parla del suo pentimento riferito all'adesione ai Proletari armati per il comunismo. Battisti  parla anche dell'Italia.
 


 
Battisti - nel corso dell'intervista - ha anche sottolineato: "Come non ho compassione per le vittime? Certo che ho compassione per le vittime. Io ho 62 anni, ho moglie e figli, ho nipoti, già  sono nonno". Facendo riferimento poi ad Alberto Torregiani, figlio del gioielliere Pierluigi Torregiani, per il cui omicidio lo stesso Battisti è stato condannato a 13 anni e cinque mesi, ha detto: "Ci siamo scritti durante gli anni. L'ho aiutato a scrivere un libro. Io ho lettere di Alberto Torregiani in cui mi dice testualmente che non ha nessun dubbio sul fatto che io non ho niente a che vedere con la morte del padre". Lapidaria la replica di Alberto Torregiani: "Battisti se ha delle prove le usi, non rompa le balle alle famiglie delle vittime. Ma il governo brasiliano si rende conto a chi sta dando credito? - Ha aggiunto- Ormai  è delirante. Sta cercando di alzare un polverone come nel 2008 perchè finche se ne parla lui rimane libero".

Ieri la decisione del Tribunale
I giudici del Tribunale Supremo Federale brasiliano hanno deciso di rinviare alla prossima settimana l'esame del caso di Cesare Battisti. L'Alta corte è chiamata a decidere sulla concessione o meno dell'habeas corpus all'ex terrorista, che avrà conseguenze decisive per l'estradizione o meno in Italia. 

Nel frattempo, i giudici del Tribunale regionale federale, con sede a San Paolo, hanno deciso all'unanimità di mantenere le misure cautelari alternative al carcere per Battisti e il conseguente rilascio in libertà vigilata. Secondo quanto stabilito dal tribunale regionale federale (l'equivalente di una nostra Corte di Appello, ndr), l'ex terrorista dovrà usare un braccialetto elettronico per essere costantemente monitorato durante la sua permanenza in Brasile.

Battisti era stato arrestato il 5 ottobre a Corumbà, vicino alla frontiera con la Bolivia, ed era stato accusato di volerla superare illegalmente. Un giudice gli aveva poi concesso la libertà condizionale. 

Secondo i giudici, il tentativo di evasione fiscale non è un crimine violento e Battisti avrebbe potuto uscire dal Paese, se avesse dichiarato al fisco di essere in possesso di denaro. Il governo di Brasilia aveva invece affermato che il suo tentativo di lasciare il Paese fosse un tentativo di fuga, ipotizzando il reato di evasione fiscale per esser uscito dai confini con oltre 10mila reais, sopra il limite che la legge consente di esportare senza dichiararlo.
 

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