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MONDO

La polemica

Charlie Hebdo mette Dio nei panni dell'assassino. L'Osservatore Romano: "Fede manipolata"

Nel numero speciale ad un anno dalla strage il giornale satirico francese in edicola con una copertina raffigurante un Dio 'cristiano' sotto il titolo: "L'assassino è ancora in giro". Critiche dalla Santa Sede, dai cattolici e dai musulmani francesi

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Chiesa cattolica e musulmani di Francia uniti contro Charlie Hebdo. Ai vescovi francesi e al Consiglio del culto musulmano non è piaciuta la copertina del numero speciale del settimanale, in uscita mercoledì 6 gennaio, ad un anno dall'attacco terroristico che decimò la sua redazione. Una copertina che non è piaciuta nemmeno all'Osservatore Romano, il quotidiano della Santa Sede, che ha criticato la scelta del giornale francese definedola una "manipolazione della fede".

Charlie Hebdo, nel suo "numero speciale" è infatti tornato ad ironizzare con la religione. Stavolta, però, non sono stati né Allah né Maometto a finire in copertina, ma un Dio in versione 'cristiana', con aureola e simbolo dell'occhio nel triangolo, che indossa una tunica macchiata di sangue e sulle spalle un kalashnikov. "L'assassino è ancora in giro", recita beffardamente il titolo.

"La Conferenza episcopale francese non commenta chi cerca solo di provocare. E' il genere di polemiche di cui la Francia ha bisogno?", scrivono i vescovi transalpini sul loro account Twitter ufficiale, mentre il presidente del Consiglio del culto musulmano Anouar Kbibech si dice "ferito" dalla caricatura, che "colpisce tutti i credenti delle diverse religioni" in un momento in cui ci sarebbe invece bisogno di "segni di distensione".

Più dura la critica dell' Osservatore Romano: "Si coglie il triste paradosso di un mondo sempre più attento al politicamente corretto al punto da sfiorare il ridicolo", dice il giornale nel commento dal titolo "La fede manipolata". Non si riconosce e rispetta "la fede in Dio di ogni credente, qualunque credo professi". Per il quotidiano della Santa Sede "l'episodio non è una novità perché, dietro la bandiera ingannatrice di una 'laicità senza compromessi', il settimanale francese ancora una volta dimentica quanto leader religiosi di ogni appartenenza stanno ripetendo da tempo per rifiutare la violenza in nome della religione: usare Dio per giustificare l'odio è un'autentica 'bestemmia', come ha più volte ribadito Papa Francesco". 
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