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Il caso

Charlie, team medici: "Nostra terapia sperimentale può funzionare"

Documento postato su Fb da zia, medici chiedono di somministrarla

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''Ci sono evidenze'' in laboratorio che il protocollo dell'ospedale Bambino Gesù di Roma per la cura di Charlie Gard può funzionare.

Lo si afferma in una lettera indirizzata al Great Ormond Street Hospital che chiede ufficialmente ai medici inglesi di poterla somministrare al bimbo.

Il testo del documento, su carta intentata dell'Ospedale romano, dove sono state omesse le firme dei medici, è stato postato dalla zia del bambino sul profilo Facebook di sostegno, Charlie's Army.

"Siamo un gruppo di clinici e ricercatori sulle patologie mitocondriali e abbiamo studiato per lunghi anni la sindrome da deplezione del Dna mitocondriale (mtDna)", esordiscono gli esperti internazionali che hanno redatto il testo.

Nel documento gli specialisti descrivono il protocollo e i nuovi risultati ottenuti finora, al momento sugli animali, ma non ancora pubblicati. "Siamo consapevoli del fatto che la terapia con deossinucleotidi per il deficit RRM2B sia sperimentale e, in teoria, dovrebbe essere testata su modelli murini. Tuttavia, non c'è tempo sufficiente per svolgere questi studi e giustificare il trattamento per Charlie Gard, che è affetto da una grave encefalopatia dovuta a mutazioni RRM2B. Alla luce di questi importanti nuovi risultati, riguardanti la biodisponibilità dei deossinucleotidi somministrati per via esogena nel sistema nervoso centrale, chiediamo rispettosamente che questa terapia possa essere somministrata a Charlie Gard", scrivono gli esperti.
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