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ITALIA

Mariapoli - Cadine (Trento)

Mattarella: "Fraternità elemento fondamentale della convivenza"

Il presidente alle celebrazioni in onore di Chiara Lubich per i 100 anni dalla nascita della fondatrice del Movimento dei Focolarini

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella e Maria Voce Presidente Movimento dei Focolari
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di Tiziana Di Giovannandrea Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato l'ospite d'onore, presso il Centro Mariapoli di Cadine (Trento) per le celebrazioni del Centenario della nascita di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari.

Il Capo dello Stato Mattarella ha posto in evidenza come l'unità e la fraternità non ammettono pregiudizi. Il concetto di unità rappresentato dalla vita e dagli insegnamenti della fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, "non si esaurisce nell'ambito della Chiesa". L'unità, ha detto Mattarella "si traduce in fraternità verso tutti gli altri, a cominciare da chi ci sta più vicino, cosa che talvolta è la più difficile. E senza pregiudizi né barriere perché la fraternità è valore universale che non ammette confini o distinzioni. Chiara Lubich considerava fraternità come una categoria politica", ha ricordato il Presidente della Repubblica. Per il Capo dello Stato Mattarella: "La fraternità è anche un elemento politico, un motore di benessere".

'Nostre democrazie hanno bisogno di fraternità'
Il Capo dello Stato durante la commemorazione di Chiara Lubich ha posto poi in evidenza come: "Le nostre democrazie hanno bisogno del senso di fraternità, senza fraternità rischiamo di essere esposti al dominio dei soli interessi, rischiamo di non avere la forza per superare le disuguaglianze che sono crescenti, di impedire la legge del più forte e ci sarebbe solo l'individualismo".
Mattarella ha citato le parole di Chiara Lubich nei consessi internazionali, sul significato della fraternità "dopo l'abisso della guerra, l'olocausto, il nazionalismo trasformato in odio". Il presidente ha citato le parole pronunciate da Chiara Lubich in occasione di un incontro a Stoccarda, nel 2004: "Espressione della fraternità in politica è amare la patria, quella altrui come la propria. La più grande dignità per l'umanità sarebbe infatti quella di sentirsi un solo popolo, arricchito dalla diversità di ciascuno e per questo custode, nell'unità, delle differenti identità".

'Dialogo tra religioni decisivo per la pace, dobbiamo prosciugare i presidi di odio' 
"Il dialogo tra le religioni, appare molto evidente in questa stagione storica, è decisivo per la pace. Dobbiamo prosciugare i presidi di odio che strumentalizzano e stravolgono i messaggi religiosi, esprimendo in contrasto con loro, volontà di sopraffazione, di annientamento e di morte". 

'Si può essere forti pur essendo aperti agli altri' 
"Si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle ragioni degli altri. Anzi, come dimostra la vita di Chiara Lubich, soltanto così si è veramente forti", ha dichiarato il presidente della Repubblica.

Il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, nel corso del suo intervento al Centro Mariapoli di Cadine, ha sostenuto che: " Chiara Lubich seppe guardare oltre i confini e le macerie della guerra. Non a caso ha maturato la sua vocazione a Trento, città all’epoca dilaniata dal conflitto ma ponte e cerniera tra Mediterraneo ed Europa. Una ragazza che quasi 80 anni fa si mise al servizio dei poveri e continua ad invitarci all’accoglienza, all’impegno con gli altri e per gli altri". 

L’Arcivescovo metropolita di Trento, Lauro Tisi, nell'ambito delle celebrazioni dedicate a Chiara Libich, ha sottolineato come: "L’elemento più impressionate di questa donna è la lettura del Cristo abbandonato. In cui viene dato campo all’anti narcisismo: lei rilegge la morte di Cristo come eccesso di amore che diventa non violenza, persino tutela del nemico, liberazione dell’altro rispetto all’accreditare sé stessi. Una cosa di una attualità impressionate perché notiamo oggi una narrazione di sé stessi che è origine di un sacco di problemi. Se vogliamo aiutare l’Europa dobbiamo ripartire dalla riscoperta dell’altro".
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