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SPORT

La classicissima di primavera che apre la stagione

Ciclismo. Capolavoro di Vincenzo Nibali sul Poggio, la Milano-Sanremo è sua

Lo 'squalo' fa il blitz sull'ultima salita e pianta i favoriti che già pensavano allo sprint. Arrivo a braccia levate in via Roma: è il suo primo successo nella corsa che apre la stagione delle gare in linea. Ewans e Démare sul podio. Brutta caduta per Cavendish

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Il capolavoro sull'ultima salita, un blitz che pianta i favoriti che ormai pensavano allo sprint su via Roma. Così Vincenzo Nibali costruisce la sua prima vittoria alla Milano-Sanremo (294 km), la classicissima che apre la stagione delle corse in linea. L'azione dello 'squalo' sulla rampa del Poggio, dopo 285 km di attesa, è un graffio di sagacia tattica oltre che un'espressione di vera potenza. Gli ultimi metri, fra due ali di folla festante sono da incorniciare nei ricordi di una carriera, peraltro già ricca, di chi non è specialista delle gare da un giorno. Persi per strada gli strafavoriti Kwiatkowski (che puntava al bis), Sagan (iridato), Kristoff e Alaphilippe. Prova in ombra per Viviani. Caleb Ewan regola gli inseguitori e va sul podio con Arnaud Démare. Dopo 12 anni finisce il digiuno italiano, l'ultimo azzurro vincitore a Sanremo era stato Filippo Pozzato nel 2006.

Nove coraggiosi scattano subito alle porte di Milano. Quattro italiani, Maestri, Rota, Bono e Mosca, oltre a Koberniak, Sagiv, Van Winder, Planet e Hatsuyama, sfidano la pioggia e le intemperie. La fuga raggiunge i 6 minuti di margine e scollina il passo del Turchino trovando il sole come gradita sorpresa (impeccabili le previsioni meteo della vigilia). Il gruppo comincia a stringere i tempi dopo Savona. Fra le salite di Capo Mele, Cervo e Berta i fuggitivi cominciano a sgranarsi. A 30 km esatti dal traguardo di Sanremo il gruppo rientra. Sulla salita della Cipressa, Nibali e Kwiatkowski si fanno luce un testa mentre Kittel perde terreno. Non ci sono però frustate che spezzino il plotone. Prima dell'inizio del Poggio, brutta caduta per Cavendish che prende in pieno un divisorio stradale e si gira su se stesso in volo prima di piombare a terra. Nella circostanza resta attardato anche Gilbert.

Comincia la salita, Drucker dà una scossa. Quando l'olandese è ripreso, scatta l'attacco di Nibali che guadagna margine in vetta al Poggio. Sulla discesa parte all'inseguimento Matteo Trentin. Niente da fare. Il messinese entra da solo sull'Aurelia e poi raggiunge via Roma, valutando con lo sguardo il distacco del gruppo. Quindi alza le braccia la cielo e attraversa la linea beffardamente a ritmo da passeggio mentre sopraggiungono Ewan e Démare. Stesso tempo sull'ordine d'arrivo, ma non c'è stata volata.

"Non so nemmeno io cosa ho fatto...", sono le prime parole di Nibali ha appena sceso dalla bici. "Correvamo tutti per Colbrelli -spiega-. La tattica era che avrei dovuto muovermi nel finale se qualcuno se ne andava. Ho subito fatto il vuoto, ho sentito che ero a 20" e non ho mai mollato.  Ai 50 metri, visto il vantaggio, ho preso un sospiro per godermi la vittoria. La Sanremo è un'emozione unica, è una gara che non pensavo di poter vincere perché non sono velocissimo, però ho fatto una buona Tirreno e ne ero    
uscito in crescendo. Sento di aver fatto una cosa importante che mi gusterò"    
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