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MONDO

Tensione alla vigilia della visita

Cile, attacchi a chiese di Santiago prima dell'arrivo del Papa

Il pontefice è atteso in Cile il 15 gennaio

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Almeno tre attentati contro altrettante chiese cattoliche sono stati registrati nella notte in diversi punti di Santiago del Cile, attacchi collegati alla visita di Papa Francesco che è atteso nella capitale cilena il 15 gennaio.

Lo scrive il sito del quotidiano cileno La Nación. Il primo attentato, compiuto con ordigni incendiari, ha preso di mira la parrocchia Santa Isabel de Hungría. Sul posto gli autori hanno lasciato dei pamphlet con slogan antigovernativi, o di appoggio alla causa Mapuche e uno di minaccia al pontefice nel quale si segnala che "le prossime bombe saranno collocate sotto la tua veste".

Il secondo attacco si è verificato intorno alle 3,30 nella cappella Emmanuel e un terzo verso le 4 nella cappellla di Cristo Vencedor. In entrambi i casi sono stati utilizzati ordigni esplosivi che hanno causato danni. Un quarto attentato sarebbe stato perpetrato alla parrocchia Santuario de Cristo Pobre, alla periferia della capitale cilena ma gli inquirenti devono ancora accertare se si sia trattato di un attacco deliberato. La presidente Michelle Bachelet ha definito come "molto strana" la serie di attacchi alle chiese. La presidente ha detto che la gente ha diritto a manifestare contro la visita del Papa, ma in maniera pacífica.

Manifestanti occupano nunziatura a Santiago
In seguito, un gruppo di manifestanti, capeggiati dall'ex candidata presidenziale Roxana Miranda, ha occupato per circa 30 minuti la sede della Nunziatura apostolica nella capitale cilena, per protestare contro la visita del Papa. "Qui il problema non è la fede, ma piuttosto i milioni che si stanno spendendo" per la visita del pontefice, ha detto Miranda, leader di un gruppo di senza tetto. L'esponente politica alle elezioni del 2013 ottenne l'1,2%, a capo del "Partito dell'Uguaglianza".

Sulla sua pagina Twitter, Miranda ha pubblicato un video nel quale si vede come agenti delle forze di sicurezza cilene sono entrati nella sede della Nunziatura, malgrado i manifestanti abbiano cercato di impedire l'accesso.

Mezz'ora dopo, un nuovo messaggio informa che i manifestanti sono ora detenuti in un ufficio dei carabinieri cileni nel quartiere di Providencia, insieme allo slogan "i soldi del fisco se li porta via Francisco".

La diocesi di Santiago prende posizione
"Ci addolorano profondamente questi fatti, che contraddicono lo spirito di pace che anima la visita del Papa al Paese", scrive l'arcidiocesi in una nota.

"Con umiltà e serenità chiediamo a quanti hanno realizzato questi atti - che sappiamo non rappresentare assolutamente il sentimento della grandissima maggioranza della popolazione - di riflettere sulla necessità che esistano rispetto e tolleranza tra tutti, per costruire una patria di fratelli".

Serve maggior dialogo, dice la diocesi, osservando come questi fatti contraddicano lo spirito che anima l'imminente visita del Papa: "Il Cile ha bisogno di maggior dialogo. A tutti i cattolici e ai credenti delle diverse religioni e agli uomini e donne di buona volontà a rinnovare la loro gioia e a partecipare alle celebrazioni della prossima settimana, assieme al Santo Padre, che ci porta un messaggio di speranza e amore tra tutti".
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