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MONDO

"È la ragione della stabilità del Paese che è stata mantenuta"

Cina, 30 anni dopo piazza Tienanmen: repressione fu scelta "giusta"

Le dichiarazioni del ministro della Difesa cinese, generale Wei Fenghe, a due giorni dal 30/mo anniversario della brutale repressione. Pechino sui dazi: lo scontro non ha "rifatto grande l'America"

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La repressione delle proteste degli studenti pro-democrazia del 1989 di piazza Tienanmen fu la "giusta" decisione. "Si trattò di una turbolenza politica e il governo centrale prese le misure decisive e i militari presero le misure per fermarla e calmare il tumulto. Questa è la strada giusta. È la ragione della stabilità del Paese che è stata mantenuta", ha detto il ministro della Difesa cinese, generale Wei Fenghe, a due giorni dal 30/mo anniversario della brutale repressione, intervenendo allo Shangri-La Dialogue di Singapore. 

Nessuna volontà di scalzare Usa da guida mondo
La Cina non punta a superare gli Usa come potenza dominante globale, ma è pronta "a lottare fino alla fine" se necessario, ha poi sottolineato, ribadendo che Pechino "non ha intenzione o potere di essere il 'boss' del mondo e di essere contro gli Usa per combattere per questo status".  La Cina, ha aggiunto Wei "vuole ancora risolvere l'escalation delle tensioni con il dialogo, ma non si farà prevaricare".

Sicurezza, Cina contro le sanzioni: Huawei gruppo privato 
"Il gigante delle telecomunicazioni cinese, Huawei, non è un'azienda militare e la Cina si oppone al tentativo di imporre sanzioni ai gruppi privati", ha detto inoltre il ministro della Difesa, nel suo discorso agli Shangri-La Dialgoue di Singapore sulla sicurezza in Asia  in riferimento al bando di vendita di componenti hi-tech Usa al colosso cinese. "Huawei", ha ribadito Wei, "non è un'azienda militare".

Dazi, lo scontro non ha "rifatto grande l'America"
E mentre il governo cinese ricorda quanto avvenuto 30 anni fa, resta alta la tensione con gli Stati Uniti, in particolare a proposito dei dazi. La Cina incolpa gli Usa e quelle che definisce "richieste inaccettabili" per il collasso dei colloqui sulla disputa tariffaria in corso tra le due grandi economie. "Dai loro una mano e si prendono un braccio", ha esemplificato il vice ministro del Commercio di Pechino, Wang Shouwen, oggi, nel corso della presentazione del Libro Bianco sulla disputa tariffaria con gli Usa, pubblicato dal Consiglio di Stato, il governo cinese.

"Niente è concordato finché ogni cosa non è concordata", ha detto Wang, spiegando la posizione cinese, che prevede che entrambe le parti scendano a compromessi per raggiungere un accordo sul commercio. "Più offri agli Stati Uniti, più chiedono", ha proseguito Wang, spiegando che gli Usa hanno insistito su "richieste obbligatorie riguardanti la sovranità della Cina" durante i colloqui, ma aggiungendo che la Cina è ancora disponibile a risolvere le divergenze attraverso il dialogo e i negoziati.

La rapida escalation della guerra commerciale non ha "fatto di nuovo grande l'America", usando lo slogan di Donald Trump, ma ha danneggiato l'economia Usa: il libro bianco cinese sul contenzioso commerciale con Washington, diffuso oggi, rimarca inoltre che "la sovranità e la dignità di un Paese devono essere rispettate e qualsiasi accordo raggiunto dalle due parti deve basarsi su uguaglianza e beneficio reciproco". La Cina, ad ogni modo, vuole "una soluzione attraverso il dialogo,ma non accetterà compromessi sui principi primari". 
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