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MONDO

Un monito all'Occidente? Mosca: "Non sono dirette contro terzi"

Grandi manovre congiunte nel Mediterraneo per Cina e Russia

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Iniziano oggi nel Mediterraneo le esercitazioni navali russo-cinesi, battezzate "Interazione in mare 2015" destinate a concludersi il 21 maggio e che hanno già scatenato un certo clamore. Mosca rassicura: "Non sono dirette contro terzi e non sono correlate con la situazione politica della regione". Lo ha specificato il vice ministro della Difesa russa, Anatoly Antonov.

Ma è chiaro che le manovre siano un segnale, alla luce della situazione internazionale molto tesa e anche in base alla divisione netta che si è chiaramente evidenziata, sabato scorso, con le presenze (orientali) e le assenze (occidentali) alla Parata per il V-Day russo. E dopo che il Watch China Times ha lasciato aperta la possibilità che la Francia stia cercando di vendere una nave da assalto classe Mistral a Pechino, mentre due navi da guerra francesi (una è una Mistral) sono arrivate in visita di sette giorni a Shanghai. La vendita delle Mistral alla Russia è stata bloccata dalle sanzioni occidentali, ma ora, secondo il governo di Mosca, Parigi non può vendere i vascelli a terzi, senza il placet russo.

Secondo Antonov nel Mediterraneo ci sono "in totale dieci navi, di differenti classi della Marina russa e cinese". Le dichiarazioni sono seguite a un incontro tra il ministro della Difesa Sergei Shoigu e il vice presidente della Commissione militare centrale della Cina Fan Changlong. Lo scopo dell'esercitazione, ha detto, è l'approfondimento della cooperazione pratica tra i due Paesi per affrontare le minacce alla sicurezza marittima, "il mantenimento della pace, nonché l'orientamento anti terroristico e anti pirateria".
 
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