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SPETTACOLO

Nel cast anche Elena Sofia Ricci

Cinema, "Noi siamo Francesco": l'amore oltre la disabilità

Protagonista è Mauro Racanati che interpreta Francesco, un ragazzo di 22 anni nato senza le braccia, alle prese con l'innamoramento e la scoperta della sessualità

La locandina
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L'amore visto con gli occhi di un ragazzo disabile. È la storia raccontata dal film "Noi siamo Francesco", da oggi al cinema. Protagonista è il giovane Mauro Racanati che interpreta Francesco, un ragazzo di 22 anni nato senza le braccia, ma con tanta voglia di vivere. Francesco è uno studente universitario modello, un nuotatore (nonostante il suo handicap), un giovane socievole e di bell'aspetto. Ma alla sua età non ha ancora vissuto l’amore e la sua prima esperienza sessuale. 

Nel cast, tra gli altri, Gabriele Granito, Paolo Sassanelli, Mariolina De Fano, Cristiana Vaccaro, Diletta Acquaviva e Gelsomina Pascucci. 



Un film ispirato a storie vere
“L’idea di questo film è nata dopo aver conosciuto un ragazzo di 21 anni che aveva questa disabilità e che è sposato con una ragazza ‘normale’ – racconta la regista, Guendalina Zampagni – Mi sono resa conto che storie d’amore come questa sono molto più frequenti di quanto possiamo immaginare e così ho deciso di parlarne”.

La figura della madre
Accanto a Francesco c’è Grazia, la madre, interpretata da Elena Sofia Ricci. Ansiosa, presente, fragile e forte allo stesso tempo, è una donna che ama e protegge il figlio al punto da mettere da parte se stessa. “Grazia è una mamma come tante – racconta l’attrice – E’ una donna che pur di non guardare i suoi problemi li proietta sul figlio e cerca di curare quelli di lui per non curare i propri”.

L'amicizia
L'amore materno ma anche l'amicizia, quella di Stefano, che per Francesco è come un fratello. È anche grazie a lui se riuscirà a superare le sue insicurezze e a vivere finalmente le gioie dell'amore con Sofia, una compagna di università.



Storia di un ragazzo normale
“L’ironia inaspettata dei disabili che ho incontrato lavorando a questo progetto -  sottolinea  la regista – mi ha dato il coraggio e la certezza che, quello che sarebbe rimasto guardando il film, sarebbe stato semplicemente il “banale” fatto che siamo tutti, qualsiasi sia la nostra condizione fisica, pieni delle stesse paure e degli stessi desideri. E che la storia di Francesco, potrebbe essere benissimo quella di un ragazzo ‘normale’”. 
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