SPETTACOLO

I premi della stampa estera

Cinema: Globi d'Oro, 'La stoffa dei sogni' è il miglior film

Migliori interpreti Renato Carpentieri per "La tenerezza" e Isabella Ragonese per "Il padre d'Italia"

Una scena da "La stoffa dei sogni"
Condividi
'La stoffa dei sogni' di Gianfranco Cabiddu vince il Globo d'Oro come miglior film, mentre 'Lasciati andare' di Francesco Amato si aggiudica il Globo come miglior commedia.

L'associazione della Stampa Estera in Italia annuncia i vincitori della 57esima edizione dei Globi d'Oro, i premi della Stampa estera ai film italiani, che saranno assegnati questa sera durante la cerimonia di premiazione a Villa Medici a Roma. Assegnati anche i due premi speciali: il Gran Premio della Stampa Estera al documentario 'Restaurare il cielo' di Tommaso Santi e il Globo d'Oro alla Carriera al regista Dario Argento.

I titoli che concorrono al premio Globo D'Oro vengono selezionati ogni anno dal comitato cinema della Stampa Estera fra le opere della stagione in corso. I premi vengono assegnati con votazione, da una giuria di 33 giornalisti stranieri. Quest'anno sono stati selezionati 28 lungometraggi, 72 documentari e 90 cortometraggi. L'Associazione della Stampa Estera in Italia, fondata nel 1912, conta 350 corrispondenti esteri che rappresentano media di 54 Paesi.

Ecco l'elenco dei premi assegnati con le rispettive motivazioni.

MIGLIOR FILM. 'La stoffa dei sogni' di Gianfranco Cabiddu si aggiudica il Globo più ambito "Per la magnifica trasposizione del verso di Shakespeare 'Tutto il mondo è un palcoscenico… uomini e donne sono soltanto attori'. I riflessi del teatro sulla realtà in un posto sperduto dove nulla è quello che sembra, tra personaggi improbabili ma densi di esistenza. Un film che ricompone il puzzle rimettendo al loro posto colpa, vendetta, riscatto e perdono".

MIGLIOR ATTORE. Il Globo d'oro per la migliore interpretazione maschile va a Renato Carpentieri per 'La tenerezza' di Gianni Amelio, "per aver creato il padre 'ameliano' più complesso in assoluto. Con la sua grande sensibilità riesce a cambiare registro continuamente passando in pochi secondi dall'assoluta rudezza di un uomo disilluso e stanco a un sorriso pieno di dubbi e tenerezza rivolto a chi ama".

MIGLIOR ATTRICE. Vince per la migliore interpretazione femminile Isabella Ragonese per 'Il padre d'Italia' di Fabio Mollo. "Quando un'attrice riesce in una sola stagione a proporre al pubblico le più disparate sfaccettature dell'universo femminile, partendo dal ruolo di madre inconsapevole, ebbene questa attrice merita il nostro riconoscimento".

MIGLIOR SCENEGGIATURA. Il titolo per la migliore sceneggiatura va a 'La pazza gioia' di Paolo Virzì e Francesca Archibugi "per aver creato un inno cinematografico che farà impazzire di gioia generazioni di cineasti, per la magia che si crea nel pubblico che ride insieme ai protagonisti ma, soprattutto, ride di se stesso".

MIGLIOR COMMEDIA. Vince come miglior commedia il film 'Lasciati andare' di Francesco Amato, "per la riuscita interpretazione della classica coppia sconclusionata nella quale entrambi i personaggi interpretano, in fondo, la parte di un Pigmalione intento a sopperire alle mancanze dell'altro. Per il tocco da maestro nell'aver saputo trasformare, con ironia e leggerezza, peccati come avarizia, incostanza e bizzarria in piccole, eterne, debolezze umane".

MIGLIOR OPERA PRIMA. 'La ragazza del mondo' di Marco Danieli si aggiudica il Globo come migliore opera prima. "Marco Danieli racconta con eleganza l'emancipazione dalla religione di una giovane donna. Lo spiccato spirito di osservazione del regista dà al film un senso di autenticità che rende ancora più credibili i riti religiosi e i paradossi di un mondo a volte oscuro da decifrare".

MIGLIOR FOTOGRAFIA. Daria D'Antonio per La pelle dell'orso di Marco Segato si porta a casa il Globo d'Oro per la fotografia "per aver trasformato la natura intatta e selvaggia in paesaggio metafisico, con immagini che mescolano con chiarezza il presente e il passato, indicando attraverso la figura del padre lo spirito dell'orso che è nascosto in ogni essere umano".

MIGLIOR MUSICA. Enzo Avitabile si aggiudica il Globo per la musica scritte per 'Indivisibili' di Edoardo De Angelis per aver "saputo scrivere una musica piena di sfaccettature, capace di completare egregiamente le emozioni suscitate dal film Indivisibili. Evocando in qualche nota, con la sua voce roca e malinconica, l'imprevedibile universo napoletano".

MIGLIOR DOCUMENTARIO. 'L'uomo che non cambiò la storia' di Enrico Caria vince il Globo nella categoria dei documentari "per aver saputo ricostruire con immagini di archivio un piccolo capitolo della grande storia, adattandolo liberamente per esaltarne la suspense e con una straordinaria capacità di sintesi". Il film racconta la visita in Italia di Hitler nella memoria di Ranuccio Bianchi Bandinelli.

MIGLIOR CORTOMETRAGGIO. Il Globo per il miglior cortometraggio va a 'Penalty' di Aldo Iuliano "per essere riuscito a concentrare un dramma enorme come l'immigrazione in soli 14 minuti grazie a una sceneggiatura pungente, un'eccellente fotografia e una virtuosa regia. Il risultato è un breve film dove i migranti interpretano se stessi e lasciano il segno".

GRAN PREMIO DELLA STAMPA ESTERA. 'Restaurare il cielo' di Tommaso Santi si aggiudica il Gran premio della stampa estera. "Talvolta le favole escono dai film si fanno spazio nella realtà e mostrano che c'è "un mondo possibile". Un mondo dove intesa, accordo e collaborazione fanno sì che eccellenza artigiana e tradizione italiana arrivino a restaurare un pezzo della storia comune dell'umanità. Fatti che, di per sé, sono già un piccolo miracolo".

GLOBO D'ORO ALLA CARRIERA. Il riconoscimento va a Dario Argento.
"L'associazione della Stampa Estera in Italia conferisce quest'anno il suo Premio alla Carriera a Dario Argento, maestro indiscusso della suspense e del brivido. Dario Argento definisce se stesso 'il più grande assassino del cinema italiano' per i suoi 90 omicidi eccellenti messi in scena in quasi cinquant'anni di carriera. Con un tocco d'ironia e con raffinata maestria ha saputo tenere gli spettatori col fiato sospeso fino all'ultimo. Molto amato all'estero, firma le sue opere mettendo in scena le sue mani, come faceva Hitchcock con il suo profilo. A lui chiediamo di non smettere mai di terrorizzarci".
Condividi