SPETTACOLO

Breslavia

Cinema, agli Oscar europei Efa vince il docufilm 'Fuocoammare' di Rosi

Il regista: sui migranti l'Europa non fa il suo dovere

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Agli Efa 2016 di Breslavia, in Polonia, vincono i migranti di "Fuocoammare" di Gianfranco Rosi (miglior documentario) e la commedia amara di Maren Aden "Vi presento Toni Erdmann" (Germania), che risulta non solo il miglior film europeo, ma ottiene altri quattro premi: cinque riconoscimenti su cinque candidature (anche miglior regista, sceneggiatrice per Aden e la doppietta con gli attori, Peter Simonischek e Sandra Hüller). Accorato l'appello di Rosi al ritiro del premio: "Abbiamo costruito un mondo pieno di muri, violenza e intolleranza in cui non vengono riconosciuti i diritti umani". "Questo premio vuole abbattere queste barriere tra noi e loro. E questo con un'Europa che non fa il suo dovere".

Il docufilm di Rosi aveva già vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino ed è entrato nella short-list dei documentari degli Academy Awards.

Commozione per il premio onorario ad Andrzej Wajda, presentato da Wim Wenders, che ha detto del regista polacco scomparso nell'ottobre scorso: "Ha fatto film per 65 anni, una prova della sua tenacia. Un premio che non va solo al tuo lavoro - dice Wenders come rivolgendosi a Wajda -, ma per ciò che hai rappresentato, per il tuo senso di responsabilità, per la tua coscienza morale e questo attraverso difficoltà personali e storiche".

Miglior film d'animazione europeo è risultato lo svizzero "La mia vita da zucchina" di Claude Barras mentre miglior commedia europea è lo svedese "A man called Ove", diretto da Hannes Holm e tratto dall'omonimo romanzo di Fredrik Backman (2012), pubblicato in Italia con il titolo "L'uomo che metteva in ordine il mondo" (Mondadori).

Rai, Campo Dall'Orto: successo 'Fuocoammare' soddisfazione per Paese
"Siamo davvero molto felici per il premio vinto da 'Fuocoammare' agli European Film Awards, per molti e importanti motivi". Lo ha dichiarato il dg della Rai, Antonio Campo Dall'Orto. "Perché è una grande opera d'arte italiana; perché racconta dei motivi per i quali l'Italia ha e avrà un ruolo centrale per una Europa dei diritti sempre più unita; per la meravigliosa gente di Lampedusa che dell'Europa è la frontiera d'accoglienza". "E soprattutto perché siamo convinti che l'arte, l'espressione di un pensiero complesso attraverso un'opera complessa, possa davvero toccare la sensibilità di tutti, influenzandone le opinioni", ha proseguito. 

"E che tutto questo sia merito di un documentario così bello e intenso, con un linguaggio contemporaneo e internazionale, è un ulteriore motivo di grande soddisfazione per il nostro paese e per la Rai. Il ringraziamento più grande va ovviamente a Gianfranco Rosi, l'uomo al cui talento dobbiamo questo bellissimo viaggio", ha concluso Campo Dall'Orto.
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