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SPETTACOLO

Conclusa la 72a edizione

Al Locarno Film Festival trionfa "Vitalina Varela" di Pedro Costa

Al film portoghese anche il premio per la migliore attrice. Menzione speciale all'italiana Manuela Delpero per "Maternal", coprodotto da Rai Cinema

Pedro Costa con Vitalina Varela (Ansa)
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La 72a edizione del Locarno Film Festival si è conclusa con il trionfo del portoghese "Vitalina Varela", di Pedro Costa, che si è aggiudicato il Pardo d'Oro per il miglior film e il premio per la migliore interpretazione femminile, andato all'attrice Vitalina Varela.

Capoverdiana di 55 anni, la protagonista arriva a Lisbona tre giorni dopo il funerale del marito. Ha atteso il biglietto aereo per oltre 25 anni. Nell’oscurità sontuosa di un quartiere attraversato da ombre ieratiche, a un tratto il rosso di lenzuola insanguinate. A Vitalina, giunta troppo tardi, non resta che prendere in mano gli affari del marito defunto. Non piangerà per gli infelici: davanti a uomini consumati e miserabili, s’impegnerà a ricostruire, inquadratura dopo inquadratura, muro dopo muro, il ricordo di una solida casa a Capo Verde, contro la triste realtà di una vita che in Portogallo non ha saputo trovare un vero tetto.
 
Il Premio speciale della giuria è andato al sudcoreano "Pa-Go" ("Height of the Wave") di Park Jung-bum. Si racconta della giovane Yea-eun che teme il mare perché le ha portato via i suoi genitori. Rimasta sola su un’isola, è accudita, ma anche maltrattata, dagli abitanti del villaggio. Il terzo lungometraggio di Park procede come un film poliziesco in cui, anziché precisarsi, il crimine presagito si disgrega nel clima deleterio di una piccola città costiera. Alla superficie del preannunciato film di genere affiorano quindi desideri e credenze, brame e segreti. Qual è il crimine, allora, se non quello commesso, contro il realismo cupo e aggraziato di questo cinema, dai personaggi che tentano di distorcere la realtà?

Il Pardo per la migliore regia è stato vinto dal francese Damien Manivel per "Les enfants d’Isadora", (Francia-Corea del Sud), mentre il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile va al brasiliano Regis Myrupu per "A febre" di Maya Da-Rin (Brasile-Francia-Germania), film che ottiene anche il premio Fipresci della critica internazionale.

La giuria internazionale, presieduta dalla regista francese Catherine Breillat, ha assegnato anche due menzioni speciali: all'indonesiano "Hiruk-pikuk si al-kisah" ("The Science of Fictions"), di Yosep Anggi Noen, e a "Maternal", di Manuela Delpero (Italia-Argentina), che racconta di due madri adolescenti in una casa di accoglienza religiosa a Buenos Aires. Suor Paola vi arriva per prendere i voti. Accostandosi alla maternità delle due si troverà in difficoltà. Affrontando un tema sociale di rilievo, "Maternal" – esordio nel lungometraggio di finzione di Delpero – parte da un luogo emblematico in cui ragazze incinte, spesso minorenni, convivono con donne che non saranno mai madri. Su questa tensione sotterranea lavora con delicatezza costruendo una narrazione che vive degli sguardi e dei silenzi delle protagoniste. Lo interpretano con efficacia Lidiya Liberman, Denise Carrizo e Agustina Malale, come sottolineato dalla presidente della Giuria, Breillat, nella conferenza stampa finale.

Accolto con grande calore dalla critica italiana e internazionale, e salutato da un successo di pubblico cresciuto di proiezione in proiezione (fino a quella aggiuntiva resa necessaria dal sold out delle repliche), "Maternal" - una produzione dispàrte e Vivo film con Rai Cinema, in coproduzione con Campo Cine - ha ottenuto anche il premio Europa Cinemas Label, quello della Giuria ecumenica e il secondo premio della Giuria dei Giovani.

La seconda sezione competitiva, "Cineasti del presente", è stata vinta dal senegalese "Baamum Nafi" ("Nafi’s Father") di Mamadou Dia, che è anche migliore opera prima. Premio per il miglior regista emergente all'algerino Hassen Ferhani, per "143 Rue du désert" (Algeria-Francia-Qatar), premio speciale della giuria Ciné+ a "Ivana cea Groaznica" ("Ivana The Terrible") di Ivana Mladenović (Romania-Serbia) e menzione speciale al britannico "Here for life", di Adrian Jackson e Andrea Luka Zimmerman.

Per l'elenco completo del palmarès vedi il sito del Festival.

Nella serata di sabato, nella cornice del Rivellino, sono stati anche assegnati i 'Boccalini d'Oro', i premi della critica indipendente presenti al Festival di Locarno, giunti alla 19a edizione e ideati dal critico Ugo Brusaporco. Miglior film l'indonesiano "Hiruk-pikuk si al-kisah", miglior regia allo spagnolo Eloy Enciso per "Longa Noite", mentre il Boccalino per la miglior attrice è invece andato anche questo a Vitalina Varela.

Il presidente Marco Solari, chiudendo ufficialmente la rassegna, ha affermato: “Alla fine dell’attuale edizione il vero obiettivo della Presidenza e del CdA rimane 'Locarno 2025'. Il Festival deve infatti riuscire a conservare l’altissima qualità artistica raggiunta per continuare ad essere anche fonte economica importante per tutta la regione e piattaforma di incontri politici internazionali utili al Ticino e alla Svizzera”.

La direttrice artistica Lili Hinstin ha commentato: “Mi sento molto felice e soddisfatta di questa mia prima edizione. Il premio del pubblico rispecchia quello che abbiamo sentito con il team artistico, è di un’intelligenza e di una generosità senza confronti. Locarno ha il miglior pubblico e ci sentiamo molto fortunati di presentare i film che scegliamo in questa cornice. Avevamo progettato un festival inclusivo, capace di raccogliere e spingere in avanti l’eredità di Locarno grazie ai nuovi progetti attivati: dopo questi dieci giorni insieme è stato sorprendente realizzare come il cinema possa divenire ancora oggi strumento di una presa di consapevolezza, spingendoci a credere nella grande utopia che il cinema sa creare”.

ll direttore operativo Raphaël Brunschwig ha tracciato un primo bilancio dell’edizione: “Siamo soddisfatti di come si è svolta la manifestazione. Durante gli undici giorni hanno assistito alle proiezioni proposte 157.500 (+1,2%) spettatori: in Piazza Grande sono stati 59.500, mentre nelle sale 98.000. Locarno è sempre più una piattaforma internazionale per i professionisti del cinema: gli accreditati professionali erano 2.127, i rappresentanti dell'industria cinematografica sono stati 1.039, mentre i giornalisti e i fotografi accreditati si attestano a 855. Da oggi comincia il lavoro in vista di #Locarno73”, ha concluso.

La 73a edizione si terrà dal 5 al 15 agosto 2020.
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