SPETTACOLO

Cinema, dal Belgio i vincitori del Verona video festival

Conclusa la 23a edizione della rassegna diretta da Ugo Brusaporco

Una scena del premiato "Rinse and repeat"
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Con le premiazioni e la proiezione di due film fuori concorso, si è chiusa la 23a edizione del San Giò Verona Video Festival 2017, rassegna internazionale dedicata a film di produzioni digitali e diretta dal critico Ugo Brusaporco.

La Giuria dei Corti ha premiato come miglior film “Trittico finale”, un’opera belga scritta e diretta da Paolo Zagaglia. Il premio per la miglior regia va negli Stati Uniti grazie a Liz Ran Yang e al suo “Rinse and Repeat”. La miglior interpretazione è andata all’attrice iraniana Nasim Adabi, protagonista di “Golden Time” di Atefeh Rahmani.  Miglior montaggio all’argentino Daniel Truchi per “Frontera invisible” di Nico Muzi, Nicolàs Richat, mentre la  migliore fotografia va al russo Alexei Dmitriev per “The Sadness Will Not Last Forever“. La migliore musica è per il film “Azimut” dell’italiana Emiliana Santoro. Miglior film di animazione è stato giudicato lo spagnolo “Darrel” di Marc Briones e Alan Carabantes. Una Menzione speciale è andata a “Ces deux-là” (Quei due) di Michele Morando.

La sezione lungometraggi ha visto la vittoria come miglior film di “Viaggio al Belgio” di Mattia Napoli e Nicola Di Girolamo, un film su quello che resta della realtà migratoria dei minatori italiani in Belgio. Miglior regia è stata giudicata quella di Eric Gobetti e Simone Malavolti per “Sarajevo Rewind”, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i personaggi dell’attentato a Sarajevo che nel 1914 ha dato il via alla Grande Guerra. Miglior sceneggiatura “Delta Park” di Mario Brenta e Karine de Willers, che mostra la non vita degli immigrati nel Delta padano. La miglior fotografia è andata al film “Unwanted Heritage” della croata Irena Skoric. Il Premio “Soavità della vita” a “The Conteiner”, un film del Bangladesh scritto e diretto da Abu Shahed Emon. Il Premio Fevoss dedicato alla solidarietà è andato alla libanese Fatma Racha Shehadeh per il suo “Nagham Hayati”.

Il Premio dedicato a Dino Coltro per la valorizzazione delle tradizioni è andato alla russa Elena Gladkova per “La fiaba della neve”. Il film indiano “Loktak Lairembee” di Haobam Paban Kumar ha vinto il Premio “Abbas Kiarostami, l’undicesima stella” mentre il Premio Mario Dall’Argine per la diffusione della settima arte è andato a Abbas Gharib. Al temine della premiazioni si sono visti i documentari “Le figlie sono come le madri” di Lisa Castagna e il commuovente e emozionante “Corps à corps” di Mario Brenta che indaga sull’arte di Pippo Delbono, l’ultimo istrione del teatro italiano.
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