SCIENZA

Studiati 12.000 anni di cambiamenti, fenomeni ripetuti come frattali

Clima caotico come il meteo, previsioni 'impossibili'

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Il passaggio da un'era glaciale all'altra, mai regolare e influenzato da una miriade di fattori, rende i cambiamenti climatici caotici come i fenomeni meteorologici, e altrettanto difficili da prevedere. Mettere a punto modelli attendibili dell'evoluzione del clima è perciò un'impresa pressochè impossibile con le conoscenze attuali ed è necessario mettere a punto nuovi strumenti di ricerca. E' quanto emerge dalla più vasta ricostruzione della storia del clima, che comprende un periodo di ben 12.000 anni.
   
Pubblicata sulla rivista Nature Communications, la ricerca è stata condotta dall'Istituto di Fisica del clima dell'Istituto Niels Bohr di Copenaghen in collaborazione con la South China University di Guangzhou.
 
Tanti anni di modelli relativi ai cambiamenti climatici vengono così messi in crisi, così come la possibilità di
distinguere il contributo dell'uomo, come le attività industriali, dalle variazioni naturali. A rendere difficile fare estrapolazioni e previsioni è la rete di relazioni complesse fra atmosfera, oceani, ghiacci, le terre emerse e la biosfera, ossia l'insieme degli esseri viventi (animali e piante) che popolano la Terra. Senza contare il ruolo giocato da fenomeni astronomici nei grandi cambiamenti climatici del passato, come gli intervalli fra le Ere glaciali.
   
Un primo passo per cercare di fare ordine in questa incredibile quantità di variabili interconnesse tra loro è andare in cerca di strutture di base: è così che i ricercatori, coordinati da Peter Ditlevsen, hanno scoperto strutture comuni, che si ripetono continuamente in dimensioni sempre più piccole, proprio come le bizzarre figure geometriche chiamate frattali. Questi modelli in natura si ripetono spesso: basti pensare, per esempio, a un ortaggio familiare come il broccolo, nel quale lo stesso 'fiore' si ripete più volte in strutture sempre più grandi fino all'intero ortaggio. Sono fatti così anche i fiocchi di neve, la rete dei vasi sanguigni e quella dei fiumi, i cristalli, le onde degli oceani e il Dna.
 
Studiare il clima come fosse un gigantesco frattale è, per i ricercatori, il primo passo per mettere un po' di ordine nel caos: si parte da fenomeni locali e su una scala di tempo più ristretta, ad esempio un secolo, fino a risalire a periodi sempre più ampi in cerca di regolarità. 
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