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SCIENZA

Verso Parigi

Ultima chiamata per il clima

A Rieti al via il XII forum internazionale dell'informazione per la salvaguardia della natura. Una tre giorni di dibattiti con climatologi e scienziati da tutto il mondo in attesa dell'apertura del summit di Parigi

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Anche se sconvolta dagli attentati terroristici, dal sangue che l'hanno ferita a morte, Parigi non si ferma. Dal 30 novembre fino all'11 dicembre la capitale francese ospiterà infatti la conferenza mondiale sul Clima, una conferenza che poteva rimandare dopo gli attacchi, ma che ha deciso di fare lo stesso. Il terrorismo non dovrà vincere, ha detto il presidente Hollande. Il livello di sicurezza sarà elevato all'ennesima potenza, non solo per la popolazione, i turisti, ma anche per i 40mila delegati di 195 Paesi del mondo chiamati a decidere sul clima nel cuore della Francia. Riflettori puntati su Obama, il primo che aveva detto che non sarebbe mancato, nonostante gli attacchi terroristici del 13 novembre. Proprio lui che ad agosto scorso, presentando il suo piano per il clima, aveva detto "Adesso o mai più": "Siamo la prima generazione a sentire l'impatto del cambiamento climatico e l'ultima che può fare qualcosa" per combatterlo. 

A Parigi la sfida sarà seria. Si dovrà trovare un accordo vincolante per tutti i paesi sulla riduzione delle emissioni globali di Co2  e tenere la temperatura terrestre al di sotto della soglia critica di due gradi centigradi. In caso contrario, gli effetti saranno devastanti. Lo dice la scienza. Siccità, piogge sempre meno frequenti ma più intense, vere bombe d'acqua. A Parigi la chiamano l'ultima chance. L'ultima possibilità, l'ulima chiamata. Come il titolo della 12esima edizione del forum internazionale sulla comunicazione ambientale che si tiene a Rieti a partire da oggi fino al 21 novembre organizzata da Greenaccord onlus.

Tanti gli studiosi, gli scienziati, i climatologi presenti come Jean-Pascal van Ypersele, vicepresidente uscente del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite. Per il climatolo “il mix di politiche energetiche, economiche, fiscali, agricole e finanziarie necessarie per adattarsi ai cambiamenti climatici e per mantenere sotto i 2 °C l'aumento globale di temperatura, se adottato con tempestività, potrebbe incidere per meno dello 0,06% del Pil mondiale”. Poi c'è il tema dei Paesi emergenti come l'ndia, uno tra i più inquinanti al mondo. Dove il 50% dell'elettricità arriva proprio dal carbone. Dove qualcosa sta cambiando, ma c'è ancora tanto da fare.
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