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ECONOMIA

Welfare

Cna, boom di lavoro sommerso: 830mila impieghi irregolari nei servizi alla persona

Troppi pesi sulla famiglia e oltre un milione di inattivi che vogliono lavorare. Marani: "Basta 'fai da te' delle famiglie"

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Nel settore della cura, l'Italia sembra essersi incagliata. Secondo il Secondo Rapporto della Cna sui servizi alle persone e alla famiglia, l'Italia si trova indietro, se paragonata ai principali paesi europei, e sarebbero circa 830mila i lavori irregolari. A differenza di altri paesi dell'Ue, l'utilizzo dei voucher non è stato applicato solo a settori specifici di implementazione, tra cui appunto la cura e l'assistenza alle persone, ma anzi, ha riguardato una vasta gamma di prestazioni occasionali. Ora a farla da padrone sono ancora i tradizionali equilibri: spesa contenuta per l'assistenza e sovraccarico eccessivo sulla famiglia.

Secondo i dati Inps, gli investimenti a lungo termine in rapporto al Pil (1,8%) sono di poco superiori alla media europea (1,6%), ma inferiori ai paesi europei più avanzati. Nonostante tutto, in Italia cresce l'occupazione nei servizi di welfare. Quando si tratta di sviluppare un sistema efficiente di servizi alle persone, però, l'Italia sfigura non solo in confronto ai paesi scandinavi, notoriamente dotati di buoni servizi, ma anche rispetto a paesi istituzionalmente più vicini, come la Francia, che negli ultimi anni ha investito nel settore della cura. Nel nostro Paese, inoltre, l'esonero dei contributi e le agevolazioni fiscali sull'Iva costano quasi quattro miliardi all'anno, a cui si aggiungono altri quattro miliardi e mezzo per le spese sociali per l'assistenza ai non autosufficienti e tre miliardi e mezzo per i crediti d'imposta. Lo Stato spende, quindi, circa undici miliardi e ne incassa nove, per un costo finale di due miliardi.

Infine, secondo i dati Istat, il 22,3% delle donne esce dal mercato del lavoro per mancaza di alternative di conciliazione, soprattutto servizi di cura. E pensare che nel 2005 questa percentuale era del 18,4%. Oltre un milione di persone, invece, sono inattive - spiega Istat - poiché impossibilitate a bilanciare meglio il tempo dedicato alla cura dei familiari. Il direttore del patronato Epasa-Itaco, Valter Marani, è intervenuto alla presentazione del rapporto di Cna sostenendo che l'Italia non possa più "continuare a contare sul welfare 'fai da te' delle famiglie" e chiedendo nuove riforme.

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