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POLITICA

Lo strappo è vicino

Come cambia la galassia Pd davanti alla scissione

Orlando-Cuperlo ed ex civatiani restano. Bersaniani di fatto già fuori

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La scissione, sempre più probabile, del Partito democratico, rimescola le correnti del partito. Una galassia assai variegata, anche tra chi ha deciso di restare.

CHI RESTA NEL PD:
Renziani: sono i fedelissimi del segretario. Tra loro Maria Elena Boschi, Lorenzo Guerini, Debora Serracchiani e Luca Lotti. Un profilo distinto lo hanno assunto nel tempo i cosiddetti 'cattorenziani', da Graziano Delrio a Matteo Richetti e Angelo Rughetti, ma non si sono mai costituiti in area autonoma. Dopo le elezioni 2013, con Bersani segretario, i parlamentari renziani erano in tutto una cinquantina.

Area Dem: è la componente di maggioranza guidata da Dario Franceschini e Piero Fassina. Ha la rappresentanza più nutrita in Parlamento: con loro la vicepresidente della Camera Marina Sereni.

Popolari: guidati da Beppe Fioroni sono in stretto contatto con i "cattodem" e vicini ad Area Dem.

Giovani "turchi": è l'area che raccoglie un gruppo di quarantenni di provenienza Ds. Nelle ultime settimane le linee dei leader Matteo Orfini e Andrea Orlando si sono differenziate, tanto che le due anime 'turche' (con Orlando starebbe la maggioranza dei parlamentari) potrebbero separarsi.

Orlando-Cuperlo-Damiano: una riunione domenica sera ha sancito la nascita di una nuova area di minoranza che fa capo ad Andrea Orlando (da definire se tutti i 'turchi' lo seguiranno), Gianni Cuperlo (Sinistra Dem) e Cesare Damiano, finora con "Sinistra è cambiamento". Orlando e Damiano potrebbero candidarsi alla segreteria contro Renzi.

Sinistra è Cambiamento: è la componente di sinistra che fa capo al ministro Maurizio Martina. Non è ancora definita la posizione che assumeranno nel futuro congresso.

Rete Dem: sono gli ex civatiani, che non seguono la minoranza bersaniana nella scissione. Tra loro Sergio Lo Giudice e la prodiana Sandra Zampa.

CHI VA VERSO LA SCISSIONE:
Sinistra Riformista: è l'area che fa capo a Pier Luigi Bersani. Guidata dall'ex capogruppo alla Camera Roberto Speranza, che si era candidato alla segreteria contro Renzi, si è schierata per il No al referendum e ora va verso la scissione.

Enrico Rossi: il presidente della Regione Toscana si era candidato da tempo alla segreteria del Pd in alternativa a Renzi, ma dopo il "muro" alzato dal segretario su regole e tempi, afferma che non è più possibile proseguire nel Pd.

Michele Emiliano: il presidente della Puglia si è candidato alla segreteria del Pd nell'ultima direzione del partito. Sono a lui vicini deputati come Francesco Boccia e Dario Ginefra. Fino all'ultimo prova a mediare per evitare la scissione.

Massimo D'Alema: dopo aver animato i comitati per il No al referendum, l'ex premier ha lanciato il movimento ConSenso.
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