ECONOMIA

Commissione Banche, audizione Ghizzoni ai voti

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Se il presidente della Commissione Banche Casini non consentirà l'audizione di Gianni Zonin (ex Popolare Vicenza) e Vincenzo Consoli (Veneto Banca) l'opportunità di sentire l'ex ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, sarà messa ai voti in commissione. E' quanto spiegano alcuni parlamentari membri della Bicamerale. Dopo l'impasse di ieri sera in ufficio di presidenza, il nuovo appuntamento è fissato stasera a Palazzo San Macuto.

Già stabilite le audizioni di Giuseppe Vegas (Consob), Vincenzo Visco (Bankitalia) e il ministro Padoan - rispettivamente il 14, 15 e 18 dicembre - il nodo che è stato impossibile sciogliere ieri resta quello di Ghizzoni: tutte le opposizioni hanno chiesto di audirlo (l'unico freddo era Brunetta), ma il Pd inizialmente si è opposto. Tuttavia, in seguito il presidente del partito, Orfini, ha scritto su Facebook: "Venga Ghizzoni. E vengano anche gli altri. A noi la verità non fa paura. Ad altri a quanto pare sì. E molto".  "Tutti - aggiunge Orfini - dicevano che non avremmo mai istituito una commissione d'inchiesta sulle banche. E noi l'abbiamo istituita. Tutti dicevano che si sarebbe riunita a singhiozzo. E noi l'abbiamo fatta riunire con una frequenza mai vista prima. Tutti dicevano che non avremmo consentito di approfondire la vicenda del Monte dei Paschi. E noi abbiamo approfondito tutta la storia di quella banca e continueremo a farlo. Tutti dicevano che non saremmo mai arrivati a parlare di Etruria. E noi siamo arrivati a parlare di Etruria, dimostrando che la bancarotta non nasce dal Pd come sa perfettamente chi mantiene un minimo di onestà intellettuale. Tutti dicevano che mai avremmo accettato di chiamare in audizione Ghizzoni. E, pensate un po', ieri per l'ennesima volta ho ribadito che non abbiamo alcun problema a farlo perché nessuno, nè Maria Elena Boschi nè altri esponenti del governo, hanno mai esercitato su Ghizzoni o su altri banchieri alcuna pressione".

"Mi scuso - ironizza l'esponente Dem - con il povero Di Battista per avergli con questa decisione rovinato la festa: ieri sera si era presentato insieme a un manipolo di deputati grillini sotto la sede della commissione per protestare contro il nostro veto all'audizione. Che però non c'è mai stato. E mi dispiace per il direttore De Bortoli che, come riportano le agenzie, ieri sera era in tv a dire che il Pd si oppone all'audizione di Ghizzoni, nonostante il Pd in realtà abbia fatto esattamente il contrario. Mi pare evidente che ha un rapporto travagliato con la verità, e sono certo che nella prossima puntata Bianca Berlinguer troverà modo si spiegare ai suoi spettatori che quella di De Bortoli era una bugia bella e buona. Noi, a differenza di altri, non abbiamo nulla da nascondere. E qui sta il punto. Noi non poniamo veti, nemmeno su richieste palesemente strumentali. Altri li hanno posti alle nostre che erano tutt'altro che strumentali. Oggi noi pretendiamo, nel nome della massima trasparenza e della ricerca della verità, che quei veti cadano. Abbiamo chiesto di audire i manager delle banche venete. Abbiamo chiesto di audire il procuratore di Treviso e la dottoressa Ghedini. Abbiamo chiesto di chiamare non solo Padoan, ma anche i ministri dei governi precedenti, a partire da Tremonti. Perché il nostro governo ha agito per ridurre i danni e per riformare il  sistema. Altri prima di noi hanno dormito, nella migliore delle ipotesi", conclude Orfini.

Casini si è preso 24 ore di tempo per cercare una mediazione ma ha già detto di essere contrario a chiamare Zonin e Consoli perché indagati, non vorrebbe fornire loro una tribuna di difesa. Quindi senza i due ex manager delle Venete è chiaro che il Pd chiederà di andare in commissione per votare il calendario. Lì in teoria ha la maggioranza, ma servono comunque i voti di Autonomie, Ap, Tabacci e del presidente Casini per non correre rischi.

Il Movimento 5 stelle chiede di sentire Ghizzoni da mesi, fin dall'uscita del libro di Ferruccio De Bortoli, quando l'ex direttore del Corriere raccontò delle presunte pressioni del ministro Maria Elena Boschi su Unicredit per salvare Banca Etruria dove il padre figurava nel Cda. I grillini sono favorevoli anche all'audizione di Zonin e Consoli. Impossibile l'audizione di Mario Draghi e della commissaria europea Vestager, così come è molto probabile che non venga accontentato Brunetta che ha chiesto la convocazione di Maria Cannata (responsabile del Debito pubblico al Mef) e dei vertici di Deutsche Bank.
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