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ITALIA

Il legale: "Si sente spaesato, il mondo è cambiato"

Condannato per una parola fraintesa: assolto da omicidio dopo 20 anni

Il delitto venne compiuto nel 1995 in provincia di Taranto

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Pena di 30 anni per un delitto mai commesso. E' tornato in libertà, dopo 20 anni di detenzione, per non aver commesso il fatto un uomo condannato ingiustamente. Angelo Massaro, 51enne di Fragagnano (Taranto), è stato assolto dalla Corte d'appello di Catanzaro dall'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. 

"Finalmente è emersa una verità, che poi è sempre la verità processuale che vorremmo tutti coincidesse con quella vera. Posso dire con amarezza che c'è una persona che non ha commesso il grave reato per il quale era stato condannato e che solo dopo 21 anni lascia le patrie galere. La giustizia è fatta da uomini e come tali possono sbagliare tutti". Così l'avv. Salvatore Maggio commenta la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che ha assolto il suo assistito dall'omicidio di Lorenzo Fersurella, ucciso nel tarantino il 22 ottobre del 1995. 

"E' ancora a Catanzaro. Mi ha chiamato poco fa e si sente un po' spaesato. Non è facile dopo 21 anni sempre in una cella vedere le macchine, il bar, la strada. Il mondo è cambiato. Gli gira la testa, ha paura. E' veramente spaesato", ha detto l'avvocato.

L'imputato era stato condannato in via definitiva a 24 anni di carcere (diventati 30 per cumulo di pena, comprensivo di una condanna a 11 anni per associazione finalizzata allo spaccio di droga), ma poi era stata disposta la revisione del processo sulla base delle indagini difensive svolte dal legale. Massaro è stato scarcerato, dopo la sentenza.

Il legale ha dimostrato che Massaro era stato condannato per una parola equivocata. "A una settimana dall'omicidio, colloquiando con la moglie - spiega l'avvocato - aveva detto, in dialetto, 'tengo stu muert', ma in realtà voleva intendere 'muers', cioé un materiale ingombrante attaccata al gancio di un autovettura e che stava trainando. Poi ho trovato un certificato da cui risultava che il mio assistito si trovava al Sert quando sparì Fersurella. Insomma, tutta una serie di elementi che non erano stati presi in considerazione. Sono contento per essere riuscito a dimostrare l'innocenza di una persona ed è una grande soddisfazione per lui, per la sua famiglia e per quello che è stato fatto". 
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