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MONDO

Palermo

Conferenza sulla Libia, Conte: "Poste premesse importanti". E Salamè ringrazia l'Italia

Il vertice è stato "un successo e una pietra miliare" dice l'inviato Onu Ghassam Salamè, "c'è stato un impegno serio dei libici".  Conte: "La stabilizzazione del Paese aiuterà la gestione dei migranti"

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"Voglio ringraziare l'Italia e il suo presidente del Consiglio per aver organizzato questa Conferenza, che è stata un successo". Così l'inviato Onu per la Libia Ghassam Salamè, aprendo la conferenza stampa finale del summit di Palermo al fianco del premier Giuseppe Conte. "Palermo resta una pietra miliare" del processo politico in Libia, ha aggiunto.

"C'è stato un impegno serio dei libici"
"La Conferenza nazionale che pensiamo di fare nelle prime settimane del prossimo anno- ha aggiunto Salamè- riteniamo sia resa più facile da questa Conferenza di Palermo. C'è stato un impegno chiaro da parte dei libici presenti, hanno detto che verranno e mi sento più tranquillo".

"In Libia 700 mila migranti irregolari, migliaia sono detenuti"
"In Libia ci sono 700 mila migranti irregolari sul territorio e diverse migliaia sono nei centri di detenzione"  ha spiegato il rappresentante speciale Onu. "La soluzione è che il flusso debba calare, anche se è già diminuito quello dal sud perché le persone si sono coinvolte della pericolosità del viaggio", ha aggiunto. "Stiamo aiutando a migliorare la situazione - ha sottolineato Salamè- nei centri di detenzione, continuiamo a farlo. Il ministero della Salute in Libia ha creato un'unità che si occupa di migranti, ne siamo lieti". Inoltre, "favoriamo i rimpatri".



Conte: "Abbiamo posto premesse importanti per la stabilizzazione"
"Andiamo via da Palermo, ma portiamo con noi il sentimento di fiducia per una prospettiva di stabilizzazione della Libia. Non vogliamo illuderci, ma riteniamo che siano state poste delle basi importanti", ha detto il premier Giuseppe Conte, nel corso del suo intervento. "La Libia è un Paese amico, a cui siamo legati da vincoli antichi di amicizia, di cooperazione economica e legami culturali, ci sentiamo responsabili nell'offrire un contributo" alla stabilizzazione.

"Ci aspettiamo una più facile gestione delle migrazioni"
L'immigrazione "non è stata specifico oggetto dei temi trattati" durante la Conferenza, ma "è ovvio che dalla stabilizzazione della Libia ci aspettiamo che possa derivare una più facile gestione dei flussi migratori" ha precisato il premier, sottolineando che dalla stabilizzazione del Paese ci si attende anche "un più efficace contrasto all'attività terroristica e al traffico di esseri umani, è un discorso complessivo". Ma la conferenza di Palermo "non è stata organizzata per questo", ha ripetuto, "la sensibilità dell'Italia non è riassumibile semplicemente nel problema" della migrazione.

"Palermo non è stata una 'photo opportunity'"
"Non ci siamo profusi nello sforzo di organizzare la conferenza di Palermo sulla Libia per una 'photo opportunity', ma perchè vogliamo offrire un contributo all'iniziativa dell'Onu" ha poi aggiunto il premier

"L'abbandono di Ankara non altera il clima positivo"
"Mi è dispiaciuto che la delegazione turca si sia allontanata. Ma nel loro comunicato non ce l'hanno affatto con l'Italia" e in ogni caso quanto successo "non altera il clima positivo di questo incontro" ha quindi detto Conte, spiegando di aver letto il comunicato con il quale la Turchia spiega le ragioni per cui questa mattina la delegazione di Ankara ha lasciato la conferenza, contestando di essere stata esclusa dalla plenaria alla quale partecipavano, tra gli altri, il maresciallo Haftar e il presidente Al Serraj, "le persone hanno causato" la crisi libica.  Per Conte "dobbiamo guardare francamente la realtà dello scenario internazionale, e far convergere a Palermo 30 paesi significa esporre questo incontro a qualche fibrillazione e alle particolari sensibilità tra alcuni paesi. Dobbiamo anche accettarle".

"Dialoghiamo con tutti in Libia, non abbiamo preferiti"
"Noi vogliamo dialogare con tutti gli attori libici e tutti sono importanti. Se ci fossero interlocutori privilegiati, daremmo un contributo negativo" alla stabilizzazione del paese, ha concluso il premier, rispondendo a una domanda. "Delle volte ci descrivete mutevoli, ma noi abbiamo una linea di politica estera ben precisa, un perimetro di alleanze ben definite. Il nostro interesse non è contribuire con la nostra vigile collaborazione a non alimentare le divisioni. Vogliamo essere un fattore di promozione di condizioni di stabilità. Se ci spendessimo a creare meccanismi di alleanze tattiche, non contribuiremmo all'accelerazione del processo politico".

"Su Palermo Haftar aveva dato la sua parola d'onore, mai stato preoccupato"
"Voglio rivelarvi qualcosa che evidentemente non sapete: quando Haftar è venuto a Roma, poche settimane fa, l'ho incontrato a sera tardi, siamo stati fino all'una di notte. Dopo un lungo confronto il generale mi ha dato la sua parola d'onore che sarebbe venuto a questa conferenza. Siccome so che è una persona d'onore, non mi sono preoccupato, anche quando qualche sito libico diffondeva la notizia che non sarebbe venuto" ha infine detto Conte, parlando del 'giallo' sulla presenza del leader della Cirenaica a Palermo. "Non so quale ruolo avrebbero giocato altri paesi - ha detto Conte - ma io non mi sono mai preoccupato della sua assenza. Sono sempre stato convinto che venisse e mi ha confermato la sua parola".
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