ITALIA

L'inchiesta

Consip: decaduto Cda per dimissioni di Ferrara e Ferrigno, presto l'assemblea per i nuovi vertici

Si sono dimessi i due membri Consip rappresentanti del Tesoro: il presidente Luigi Ferrara e la consigliera Marialaura Ferrigno. Sulla società che gestisce gli appalti pubblici pesa da tempo la bufera politica

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di Tiziana Di Giovannandrea Arriva attraverso le dimissioni di Luigi Ferrara (presidente) e della consigliera Marialaura Ferrigno la parziale soluzione del caso Consip, al centro di un'aspra polemica politica. Da più parti si chiedeva l'azzeramento dei vertici della società controllata dal Tesoro dopo l'inchiesta sul maxi appalto da 2,7 miliardi di euro per il Facility Management, la gestione e manutenzione degli immobili pubblici.

Con le dimissioni di Ferrara e Ferrigno, il Consiglio di Amministrazione della Consip è decaduto in quanto essendo formato da tre membri (l'altro è l'amministratore delegato Luigi Marroni) decade l'intero organismo della Controllata dal Mef.

A breve ci sarà dunque un nuovo vertice, in quanto l'amministratore delegato Marroni rimane in carica con il solo compito di convocare entro 8 giorni l'assemblea dei soci per la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione. 

Con la decadenza del CdA Consip si è evitato lo scontro parlamentare previsto in Senato per martedì dove era stata messa in calendario la discussione sulle mozioni, presentate da varie compagini politiche, incluso il Pd, sull'azzeramento dei vertici societari. A gran voce tutti chiedono la piena funzionalità della società ed il raggiungimento degli obiettivi ad essa affidati come azienda pubblica e di promuovere il rilancio della società con un management qualificato ed estraneo alla vicenda giudiziaria in corso.

Procede intanto l'inchiesta della magistratura romana che nella giornata di venerdì ha sentito nuovamente l'ex presidente Ferrara come testimone oltre l'ad Marroni, l'accusatore del ministro dello Sport Luca Lotti per rivelazioni del segreto d'ufficio. Marroni aveva detto di aver saputo di esser stato intercettato da varie persone, tra cui il ministro Lotti. Anche Ferrara, a quanto pare, gli avrebbe detto che erano entrambi intercettati.  Lotti ha sempre respinto tutte le accuse.
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