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MONDO

Davos

Conte: nessuna manovra correttiva in discussione. Costruire un'Europa del popolo

"L'euro non ha risolto problemi cronici Italia", ha sostenuto il premier. Poi: Parigi rinunci al seggio nel Consiglio Onu in favore dell'Ue 

Conte a Davos (Ansa)
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"Siamo all'inizio del nuovo anno, è troppo presto per queste disposizioni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in un'intervista a Bloomberg tv al World Economic Forum a Davos sull'eventualità di un'azione correttiva alla manovra del governo.

"Non abbiamo ancora discusso di alcuna azione correttiva. Abbiamo appena approvato la legge di Bilancio a dicembre. Siamo all'inizio del nuovo anno, è troppo
presto per queste previsioni", ha aggiunto Conte nell'intervista.

"Una nuova prospettiva per il futuro"
Nonostante "i problemi cronici: l'alta inflazione, una moneta debole, il debito pubblico" cui l'Euro e il "progetto europeo" non sono riusciti a dare una risposta, gli italiani "non hanno occupato le piazze né hanno espresso il loro malcontento e la loro rabbia in maniera violenta", ha poi detto Conte nel suo intervento al Forum di Davos.

"Al contrario, hanno utilizzato il voto democratico per sconfiggere le vecchie élite e sostenere coloro i quali suggeriscono strade alternative per tornare su un sentiero di prosperità. Il mio governo costituisce la risposta istituzionale al desiderio degli italiani di trovare una nuova prospettiva per il futuro", ha sottolineato il premier.

Conte ha sottolineato che la sua volontà è quella di essere in grado di "fare affidamento sulla loro fiducia per affrontare i problemi di lungo termine che hanno frenato la nostra economia per così tanto tempo". Per Conte, si tratta di un "tema politico cruciale. Per troppi anni", ha sottolineato, "i politici italiani hanno interpretato questa sequenza al contrario: dando priorità all'utilizzo della fiducia di cui disponevano invece che al mantenimento della stessa".

Il premier ha quindi illustrato le misure più urgenti adottate di recente, e cioè il reddito di cittadinanza e la quota 100, ma ha sottolineato che in realtà "abbiamo bisogno di ampi correttivi alle regole che governano la nostra economia e la nostra società". "Dobbiamo predisporre delle regole del gioco capaci di sostenere le persone comuni; di generare una redistribuzione del reddito più equa, migliori opportunità per ognuno, condizioni di lavoro dignitose, sicure e stabili per tutti e non soltanto per una minoranza fortunata; capaci di preservare l'ambiente", ha spiegato il presidente del Consiglio.In una parola, ha proseguito, "abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo" che sia in grado, attraverso "una sequenza infinita di riforme", di sostenere il merito "mentre si combattono i monopoli e le rendite di posizione".

"Torni il potere al popolo"
"Siamo radicali perché vogliamo riportare il potere lì dove lo assegnava al primo punto la nostra Costituzione: alle persone che lo esprimono nelle forme e nei modi stabiliti dalla Legge", ha poi affermato Conte a Davos, citando in italiano l'articolo della Costituzione.

"L'euro non ha risolto problemi cronici Italia"
Gli italiani "hanno creduto che l'euro sarebbe stato in grado di risolvere tutti i loro problemi cronici: l'alta inflazione, una moneta debole, il debito pubblico. Così, hanno adottato in maniera entusiasta la nuova moneta. Ma la realtà si è rivelata molto diversa", ha poi sostenuto Conte.

"Il prezzo da pagare per avere una moneta stabile e una bassa inflazione è stato un debito pubblico crescente, nonostante si richiedesse continuamente di stringere la cinghia per mantenere la spesa pubblica primaria (al netto della spesa per interessi) costantemente al di sotto delle entrate fiscali", ha aggiunto il premier. "La disciplina di bilancio ha frenato la crescita del Pil. Nel terzo trimestre del 2018, il PIL è ancora 5 punti percentuali al di sotto del picco massimo di questi anni, registrato nel 2008", ha aggiunto tra l'altro Conte. "Gli italiani, stanchi di governi passati, con un alto debito pubblico come prezzo da pagare per una moneta unica, hanno dato fiducia al governo. E noi siamo impegnati a costruire un'Europa del popolo, dal popolo, per il popolo".

Parigi rinunci al seggio nel Consiglio Onu in favore dell'Ue 
Dal premier anche un nuovo affondo contro la Francia: il seggio permanente di Parigi nel Consiglio di sicurezza Onu sia assegnato "nel contesto europeo" e non più "a un singolo Paese". La "controproposta" arriva dopo l'annuncio della Francia di voler appoggiare la richiesta di un seggio permanente per la Germania.
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