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SCIENZA

"Un luogo importante quanto Cape Canaveral"

Baikonur, nel cuore dell'Asia c'è un ponte verso le stelle

Simbolo della corsa allo spazio ai tempi dell'Unione Sovietica, il Cosmodromo oggi è utilizzato da moltissimi Paesi. A 53 anni dal lancio di Jurij Gagarin, vi si continuano a scrivere pagine di storia dell'esplorazione spaziale. La sua vicenda è al centro del libro "Da Baikonur alle stelle". Rainews.it ne ha parlato con uno degli autori 

La rampa di lancio del Cosmodromo di Baikonur
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di Andrea BettiniRoma

Il lancio del primo satellite, lo Sputnik 1, quello del primo uomo fuori dall’atmosfera terrestre, Jurij Gagarin, e quello della prima cosmonauta, Valentina Tereskova. E poi ancora decine e decine di missioni, fino a quelle che oggi sono dirette alla Stazione Spaziale Internazionale. Il grande pubblico spesso ricorda solo il celebre Cape Canaveral in Florida, ma il Cosmodromo di Baikonur, in Kazakhstan, è la più vecchia base di lancio del mondo ed è stato teatro di alcune delle principali pagine dell’esplorazione spaziale.
 
Posizionato nella steppa, in un luogo molto favorevole per i lanci spaziali, Baikonur è utilizzato moltissimo anche oggi. Da qui sono partiti Luca Parmitano, l’ultimo italiano a volare nello spazio, e tutti gli astronauti che oggi si trovano sulla ISS. Il think thank “Il nodo di Gordio” ha dedicato al cosmodromo il libro “Da Baikonur alle stelle – Il grande gioco spaziale”. Andrea Marcigliano, insegnante ed esperto di geopolitica, è uno degli autori del volume, che raccoglie i contributi di tecnici, studiosi e ricercatori e che propone anche un’intervista all’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
 
Qual è il ruolo di Baikonur nella storia della conquista dello spazio?
Innanzitutto è stato il simbolo della corsa allo spazio del periodo sovietico e della contesa spaziale fra Usa e Urss: da una parte c’era Cape Canaveral, dall’altra Baikonur. Oggi si può considerare il più importante cosmodromo esistente. È utilizzato dai russi, che hanno un accordo con la Repubblica del Kazakhstan, ma anche da molti altri Paesi che lo usano per i propri lanci satellitari. Da lì sono partite anche le ultime missioni statunitensi in cooperazione con la Russia per la Iss.
 
Storicamente si può considerare importante quanto Cape Canaveral?
Dal punto di vista storico è così. Sono i due santuari, i due luoghi emblematici delle guerre stellari, che poi nel periodo di Ronald Reagan hanno visto predominare gli Usa per una indiscutibile superiorità industriale e tecnologica. Baikonur però è più antico e oggi è più operativo.
 
Il Cosmodromo è tutto sommato poco conosciuto dal grande pubblico nei Paesi occidentali. È ancora un effetto collaterale della Guerra Fredda?
Gli addetti ai lavori ne conoscono benissimo l’importanza. Per quanto riguarda il grande pubblico, certamente è una questione mediatica. Da Cape Canaveral sono partite le missioni Apollo che hanno portato l’uomo sulla Luna, mentre di Baikonur eccetto che per il volo di Gagarin si è parlato molto meno. Rispetto agli Stati Uniti, l’Urss prima e i Paesi dell’Est poi hanno mostrato minori capacità di comunicazione.
 
Anche l’Italia è tra i Paesi coinvolti nei progetti al Cosmodromo. Come sono i rapporti?
Sono ottimi. Baikonur si trova nella Repubblica del Kazakhstan, che promuove una politica favorevole alla internazionalizzazione e alla cooperazione nella corsa allo spazio. Non siamo più ai tempi della sfida tra Usa e Urss. Nella geopolitica dello spazio c’è ancora competizione ma anche cooperazione e noi italiani cooperiamo piuttosto bene con la base di Baikonur, con i kazaki e con le altre agenzie spaziali.

Che ruolo può giocare Baikonur nel futuro dell’esplorazione spaziale?
Oltre al suo ruolo come centro di lanci e sperimentazioni spaziali, va tenuto conto che siamo in un’epoca in cui ci si interroga sulla geopolitica dello spazio. Come va considerato? Nello spazio c’è una totale anarchia giuridica: ciascuno può fare ciò che vuole. Ci possono essere - e probabilmente ci sono - armamenti nucleari e satelliti orbitanti che portano armamenti biologici e chimici. L’Onu e altre organizzazioni si stanno adoperando per cercare di costruire una nuova dimensione giuridica, per tentare di normare lo spazio un po’ come è accaduto per i mari e per i poli. Baikonur è importante perché è un luogo di cooperazione e comunicazione, più che di competizione. In questo senso può avere anche una funzione simbolica.

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