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MONDO

Marocco: arrestati due presunti complici

Catalogna, trovati scontrini per 500 litri di acetone in un covo

E' rientrata a Bassano del Grappa, Marta Scomazzon, la fidanzata di Luca Russo, il giovane ucciso nell'attentato a Barcellona mentre erano in vacanza insieme

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E' rientrata a Bassano del Grappa, Marta Scomazzon, la fidanzata di Luca Russo, il giovane ucciso nell'attentato a Barcellona mentre erano in vacanza insieme. La 21enne, che ha una caviglia e un gomito fratturati, è giunta con un volo medico dell'Aeronautica militare a Istrana, da dove è stata trasferita in ambulanza nella sua città. La giovane era accompagnata dalla mamma e da due zii. Venerdì pomeriggio a Bassano si svolgeranno i funerali in forma privata di Luca e Marta potrà essere presente, anche grazie all'impegno della Farnesina che ha accelerato il completamento della documentazione medica perché potesse lasciare la Spagna. Alle esequie sarà presente per il governo il sottosegretario all'Interno, Filippo Bubbico.

Domani nella chiesa bassanese di San Giovanni sarà aperta la camera ardente per Luca Russo e, sempre domani, a Legnano, si svolgeranno i funerali di una delle altre tre vittime italiane, il tecnico informatico 35enne Bruno Gulotta.

In casa abbandonata scontrini 500 litri acetone
In una casa abbandonata in provincia di Tarragona, a Riudecanyes, usata come punto di appoggio dei terroristi di Ripoll, gli inquirenti hanno trovato gli scontrini dell'acquisto l'1 e il 2 agosto di almeno 500 litri di acetone usati per preparare nel covo di Alcanar l'esplosivo Tapt. Secondo l'ordinanza del giudice Fernando Andreu, nella 'masia' sono stati trovati anche i documenti parzialmente bruciati di due componenti della cellula, ora morti, Mohamed Hichamy e Younes Abouyaaqoub.

Intanto, i sopravvissuti adesso parlano. Mohamed Houli Chemlal, il 21enne spagnolo di Melilla, non ha scelta: era in quella casa dell'Alcanar saltata in aria la sera del 16 agosto, il suo ruolo nella cellula di terroristi che il giorno dopo ha assaltato Barcellona e Cambrils è innegabile. E parlando spera di ammorbidire la sua posizione. Grazie a lui gli inquirenti hanno chiarito quali fossero i piani dei jihadisti. 

Cosa ha raccontato Chemlal
Chemlal ha confermato davanti a un giudice a Madrid che i piani iniziali del gruppo prevedevano un attentato con esplosivi di portata enorme, contro la Sagrada Familia di Gaudì, meta di migliaia di turisti. Lui - racconta oggi provando a rendere il più marginale possibile il suo ruolo - proponeva di mettere le bombe di notte, per evitare vittime. L'esplosione del covo di Alcanar - imbottito di 120 bombole di gas - ha però cambiato tutto e rapidamente hanno cambiato strategia: la Rambla. 

Il ruolo dell'imam marocchino
Abdelbaki es Saty è l'imam marocchino ucciso nell'esplosione di Alcanar che ha un ruolo chiave nell'organizzazione della cellula terrorista che ha seminato morte a Barcellona. Ancora: secondo Chemlal voleva morire da martire, voleva immolarsi facendosi esplodere. 

Il documento dell'Isis
Tra i resti del covo è stato trovato un documento a firma Isis: si tratta di un testo, recuperato tra le pagine di un quaderno, che inneggia al sedicente Stato Islamico, dedicato ai 'combattenti' in terra andalusa. 

Rilasciato un terrorista
Sono due i terroristi che il giudice ha deciso di trattenere in carcere: Chemlal - che sta collaborando ed è prezioso per il prosieguo delle indagini - e Driss Oukabir, il fratello di Moussa (ucciso a Cambrils). In un primo momento Driss aveva detto che gli erano stati rubati i documenti, poi ha ammesso di essere lui ad avere noleggiato il furgone bianco utilizzato per la strage. Per ilò terzo uomo - Salah El Karib, di 34 anni, titolare di un internet point a Ripoll - la custodia è stata prorogata di 72 ore. Mohamed Aallaa, 27 anni - arrestato a Ripoll, è il ratello di Said Aallaa, il 19enne ucciso a Cambris - è stato rilasciato: titolare dell'auto su cui usata dai terroristi per spostarsi verso Cambrils ha spiegato ai giudici di essere stato solo il titolare, ma che l'auto fosse utilizzata dal fratello.

Il fronte estero delle indagini: Francia e Marocco
In Marocco sono state arrestate due persone: un 28enne che in passato ha vissuto 12 anni a Barcellona - arrestato a Nador, località non lontana dall'enclave spagnola di Melilla - è sospettato di legami con il sedicente Stato islamico (Is) e di aver pianificato un attacco contro l'ambasciata spagnola a Rabat. Il secondo sospetto è finito in manette a Oujda, città marocchina nei pressi del confine con l'Algeria. L'uomo aveva vissuto a Ripoll. Si indaga anche in Francia: sembra che quattro terroristi siano stati a Parigi 5 giorni prima della strage.
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