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Le storie dei manifestanti, dall'immigrato allo studente

Corteo Roma: la piazza si racconta, la casa è un diritto

È una piazza multiforme quella che oggi ha manifestato prima davanti a Montecitorio e poi ha sfilato lungo le strade del centro di Roma, con scontri e tensione in via del Tritone. Ci sono studenti, attivisti dei movimenti, immigrati e anziani. Ognuno ha una storia da raccontare, qualcosa da condividere, un motivo per protestare

Un momento della manifestazione dei movimenti per la casa, Roma, 31 ottobre 2013
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Roma È una piazza multiforme quella che oggi ha manifestato prima davanti a Montecitorio e poi ha sfilato lungo le strade del centro di Roma, con scontri e tensione in via del Tritone. Ci sono studenti, attivisti dei movimenti, immigrati e anziani. Ognuno ha una storia da raccontare, qualcosa da condividere, un motivo per protestare. Le uniche bandiere sventolate in cielo sono quelle di movimenti, qualcuna No-Tav ed altre dell'Associazione Inquilini e Abitanti. 

"Questa protesta non vuole colori politici", ribadiscono più volte i manifestanti così come avevano sottolineato il 19 ottobre nella manifestazione che portò all'occupazione di Porta Pia. Oggi in piazza c'è anche Tader, algerino di nascita che da quindici anni vive a Roma. La sua è una delle poche storie a lieto fine, conclusasi proprio ieri con l'assegnazione di un appartamento da parte del Comune dopo l'ennesima ingiunzione di sfratto fatta dal suo proprietario di casa. Da qualche mese Tader non riceveva più lo stipendio da parte del suo datore di lavoro, il proprietario di un ristorante dove il nordafricano lavora come pizzaiolo. 

"Ieri sono arrivati i poliziotti a casa, si sono calati dal tetto sul mio terrazzo - racconta - mia moglie e i miei figli si sono spaventati. Così sono uscito e ho chiesto spiegazioni e loro mi hanno risposto che ero sotto sfratto per non aver pagato alcuni affitti. Dopo aver incontrato le forze dell'ordine e alcuni rappresentanti dei movimenti per la casa, però, è arrivata la bella notizia. Mi hanno finalmente dato un appartamento tutto per me, per mia moglie e per i miei tre figli e da oggi non dovranno più temere di essere cacciati di casa". 

Seduti su un lenzuolo bianco usato come striscione, ci sono anche alcuni giovanissimi, che nel pomeriggio erano in testa al corteo bloccato dai blindati delle forze dell'ordine. Molti di loro hanno occupato lo studentato della Sapienza ormai da sei mesi, e per questo sostengono la protesta dei movimenti. 

"Io, come tanti altri miei amici, abbiamo deciso di occupare lo studentato della Sapienza per riprenderci la libertà che ci è stata negata - racconta uno degli studenti -. Non possiamo restare inermi davanti all'ingiustizia sociale che viene fuori in ogni luogo, dall'università alla vita quotidiana". 

"I miei genitori sostengono la mia protesta - continua - noi giovani rappresentiamo il presente ma sopratutto il futuro di questo Paese". Tra uno striscione che chiede "libertà di movimento" ed uno "per il diritto alla casa" i manifestanti si siedono a terra e mangiano un panino, sotto l'attenta sorveglianza delle forze dell'ordine. "La nostra protesta non finisce qui - dicono in coro - non ci fermeranno".
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