Original qstring:  | /dl/rainews/articoli/ContentItem-eaf52a9f-e740-4ffc-b18a-98c86c86c26c.html | rainews/live/ | true
SALUTE

Venerdì lo sciopero generale dei medici

Sanità. ​Lorefice (M5S): "All'opera per risolvere i problemi". Gelli (Pd): "Protesta legittima"

 La deputata M5S annuncia che nelle prossime settimane verrà aggiornato il tavolo con le Organizzazioni Sindacali. Critiche dal Pd: "Giusto lo sciopero dei medici, ora risposte"

Condividi
Lorefice: "Da governo massimo impegno"
"Da parte nostra c'è il massimo impegno nel risolvere i problemi del personale medico-sanitario: lo abbiamo comunicato alla delegazione intersindacale medica in una riunione qui a Montecitorio il 14 novembre scorso. Abbiamo avviato un'interlocuzione con il Ministero della Pubblica Amministrazione e nell'articolo 3 del disegno di legge concretezza - collegato alla legge di bilancio e depositato in Senato - verrà sbloccato il trattamento accessorio mediante deroga alla legge Madia. Rispetto alla salvaguardia della Ria (retribuzione individuale di anzianità) stiamo cercando soluzioni, ma non siamo in grado di fornirle prima dello sciopero indetto il 23 novembre. Nelle prossime settimane, al termine dell'istruttoria del Ministero - come promesso - aggiorneremo il tavolo con le Organizzazioni Sindacali". Così Marialucia Lorefice, presidente della commissione Affari sociali alla Camera, in risposta alle ragioni dei sindacati allo sciopero del comparto. "Le nostre non sono affatto 'timide aperture' - aggiunge - la nostra dedizione è massima nel portare avanti le istanze della categoria, e lo dimostrano i provvedimenti all'ordine del giorno, molto più dei disattesi protocolli di intesa dei passati governi",  dice la Lorefice.

Gelli (Pd): Protesta legittima, ora risposte
"Medici, veterinari e dirigenti sanitari fanno bene a scioperare. In manovra non ci sono ulteriori risorse per i rinnovi contrattuali 2016-2018, manca ancora l'accordo sul rinnovo del contratto della dirigenza e, per il Ssn, nonostante gli annunci del ministro Grillo, ci troviamo con solo 1 miliardo in più già programmato dalla legge di Bilancio 2018 del Governo Gentiloni. Tra gli attuali emendamenti segnalati dalla maggioranza, non si parla di nuove assunzioni né si interviene per rimodulare l'attuale tetto di spesa per il personale." Lo ha detto Federico Gelli, già membro per il Pd della Commissione Affari Sociali alla Camera nella scorsa legislatura a proposito dello sciopero dei medici in programma venerdì 23 novembre.
"Si pensa illusoriamente di risolvere il problema delle liste d'attesa nei pronto soccorso con uno stanziamento complessivo di 50 milioni senza intervenire sulle dotazioni di personale affrontando il tema della carenza di medici - ha ripreso Gelli - Era stata inoltre annunciata l'abolizione del superticket e, invece, nella migliore delle ipotesi si andrà lievemente ad incrementare il Fondo per la sua riduzione già stanziato dalla passata legge di bilancio. Come riportato dall'Ufficio parlamentare di bilancio, in caso di una crescita del Pil inferiore alle attese, per riportare il deficit entro i limiti previsti, potrebbero scattare tagli automatici alla spesa che andrebbero a colpire principalmente la spesa sanitaria. Si confermano politiche allocative che implicano una perdita di terreno del comparto sanitario rispetto alla crescita del prodotto nominale. Infine, la parte più preoccupante riguarda il fatto che gli aumenti del Fondo sanitario nazionale siano stati tutti vincolati ad una irrealistica sottoscrizione del nuovo Patto per la salute entro il 31 gennaio 2019". "La molteplicità dei temi messi sul tappeto e la brevità del tempo fissato per la definizione congiunta degli interventi da parte di Stato e Regioni - ha concluso Gelli - potrebbero rendere più che ardua l'impresa di rispettare i tempi previsti".
 
Condividi