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MONDO

Segnali di disgelo

Corea del Nord, Kim Jong-un sarebbe pronto a mandare la sorella a Washington a trattare con Trump

A darne notizia è il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, che cita fonti diplomatche della Corea del Sud.
La sorella di Kim è già finita sotto i riflettori nel corso dei recenti Giochi invernali di Pyeongchang, dove ha guidato la delegazione della Corea del Nord ed è divenuta il simbolo della tregua olimpica che potrebbe ora cominiciare a dare frutti di più lungo periodo

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Se fosse confermato sarebbe clamoroso: il leader della Corea del Nord Kim Jong-un potrebbe aprire un negoziato diretto con gli Stati Uniti mandando a Washington la sorella Kim Yo-jong. A darne notizia è il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post, che cita fonti diplomatche della Corea del Sud.

La sorella del dialogo
La sorella di Kim è già finita sotto i riflettori nel corso dei recenti Giochi invernali di Pyeongchang, dove ha guidato la delegazione della Corea del Nord ed è divenuta il simbolo della tregua olimpica che potrebbe ora cominiciare a dare frutti di più lungo periodo. 

Identikit di una mediatrice
Nata nel 1987, Kim Yo-jong è la più giovane dei sette figli che il vecchio leader Kim Jong-il ebbe nel corso della sua vita da quattro differenti mogli. La giovane Kim è figlia però della stessa madre di Kim Jong-un, Ko Yong-hui. Un dettaglio non indifferente nei complicati intrighi famigliari che in Corea del Nord si sovrappongono a quelli di palazzo come racconta la tragica vicenda dell'assassinio di Kim Jong Nam, il fratellastro avvelenato l'anno scorso in Malesia, secondo l'intelligence di Seul, per ordine del leader nordcoreano.




Il legame tra Kim Yo-jong e Kim Jong-un, maggiore di quattro anni, si saldò durante il periodo di studi che i due trascorsero in Svizzera. Al ritorno in patria pare che la giovane Kim abbia studiato informatica all'università Kim Il-sung. La prima apparizione pubblica data settembre 2010 quando fu fotografata tra i partecipanti allaTerza Conferenza del Partito dei Lavoratori della Corea, vicino a Kim Ok, segretaria personale e presunta amante del padre. Grande risalto ebbe la sua partecipazione, nel dicembre dell'anno successivo, ai funerali di Kim Jong-il. Alla guida del corteo funebre e accanto al fratello destinato a prendere la guida del Paese, anche se la tv governativa non fece mai il suo nome in quella occasione. A quel tempo Kim Yo-jong, secondo quanto riporta Michael Madden sul blog North Korea Leadership Watch citato dalla CNN, aveva già assunto posizioni di responsabilità nell'ambito della sicurezza e dell'intelligence, alla guida delle squadre che preparavano e ispezionavano in anticipo i luoghi delle visite ufficiali. Responsabilità che sono aumentate sotto la leadership del fratello fino ad assumere un incarico che Madden paragona a quello del "capo dello staff della Casa Bianca."



Ascesa diplomatica
All'inizio del 2012 avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano nella Commissione per la Difesa Nazionale come 'tour manager' del fratello ma è sempre rimasta nell'ombra almeno fino al marzo del 2014 quando il suo nome fu menzionato per la prima volta dalla tv nordcoreana quando accompagnò Kim Jong-un al seggio durante le elezioni per la Suprema Assemblea del Popolo. In quella occasione fu identificata come una "funzionaria del Comitato Centrale del Partito". Sempre nel 2014 fu nominata vice direttrice del Dipartimento di Propaganda del WPK, lavorando in quel ruolo per la costruzione del culto della personalità del fratello come leader benevolo e accessibile sul modello della figura di Kim Il-sung, il fondatore della patria. Secondo alcune voci, fu proprio lei a tenere le leve del comando del Paese nell'autunno di quello stesso anno durante la prolungata assenza di Kim Jong-un dalla scena pubblica - malato si dice di gotta o diabete. Risale allo scorso ottobre l'ultimo tassello della carriera di Kim Yo-Jong con la promozione nel Politburo del Partito dei Lavoratori, a un passo dal  centro del potere nordcoreano. Una posizione che fa di lei una delle donne più potenti del paese accanto alla moglie del fratello Ri Sol-ju. Oggi con l'arrivo della delegazione di Pyongyang ai Giochi Olimpici invernali in Corea del Sud Kim Yo-jong irrompe sulla scena diplomatica internazionale. 



Forti segnali di disgelo
Kim Jong Un, nell'incontro avvenuto martedì a Pyongyang con una delegazione sudcoreana ha ripetutamente espresso una "solida e consistente posizione e una ferma volontà di avere vigorosi progressi nelle relazioni Nord-Sud e di scrivere una nuova storia nella riunificazione nazionale con sforzi concertati della nazione per essere orgogliosa nel mondo". Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA.

Kim ha incontrato i la delegazione di 10 elementi inviata dal presidente sudcoreano Moon Jae-in e guidata dal consigliere di sicurezza nazionale di Moon, Chung Eui-yong. Dopo un primo incontro, al quale era presente a giudicare dalle fotografie diffuse anche la sorella Kim Yo Jong, il leader supremo nordcoreano ha ospitato i sudcoreani a cena in un banchetto che si è tenuto - secondo quanto scrive la KCNA -, in "un'atmosfera calda carica di sentimenti patriottici". L'agenzia ufficiale nordcoreana, inoltre, ha segnalato che tra le parti c'è stato un "soddisfacente accordo" per un futuro summit tra Moon e Kim.

La visita della delegazione sudcoreana, che dopo essere tornata a Seoul ripartirà alla volta degli Stati uniti per avere colloqui con l'altra parte della difficile relazione triangolare messa in campo da Moon, è un ulteriore passo avanti nel difficile dialogo perseguito con tenacia dal presidente sudcoreano a partire dalle Olimpiadi invernali di PyeongChang, alla quale hanno partecipato anche atleti del Nord e in occasione della quale una delegazione di alto livello con all'interno la sorella di Kim ha aperto la strada a un apparente disgelo.

Resta tuttavia da sciogliere il nodo centrale della crisi nordcoreana: i programmi missilistico e nucleare di Pyongyang. Il presidente degli Stati uniti Donald Trump, pur esprimendo interesse ad aprire un dialogo con Kim, ha chiarito a più riprese che tale apertura non si verificherà se la Corea del Nord non rinuncerà al nucleare.
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