MONDO

Tensione in Estremo Oriente

Corea del Nord: attaccheremo la base Usa di Guam. Seul: basta provocazioni, si torni a negoziare

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La Corea del Sud è pronta ad agire immediatamente contro qualsiasi provocazione di Pyongyang. Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di stato maggiore, in risposta all'annuncio  della Corea del Nord di voler colpire la base di Guam - l'avamposto militare Usa nel mar delle Filippine -e di stare "seriamente" valutando l'uso "in contemporanea" di 4 missili a raggio intermedio Hwasong-12 per colpire gli asset strategici della Marina e dell'Aeronautica americane. Il Giappone ha fatto sapere di essere in condizione di intercettarli e abbatterli. 

Corea del Sud: regiremo a qualsiasi provocazione
Dopo il vertice di emergenza convocato per stabilire la reazione all'escalation di tensione con Pyongyang, Seul chiede con forza di abbandonare le provocazioni e di tornare al tavolo negoziale. Prima il  colonnello Roh Jae-cheon, portavoce del Comando di stato maggiore congiunto, ha assicurato che, grazie al solido combinato militare Washington-Seul, "siamo assolutamente pronti a reagire con decisione a ogni provocazione del Nord". 

Mattis: basta provocazioni o regime sarà schiacciato
Dal lato Usa però si apre intanto quello che sembra uno spiraglio: "Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica'' per risolvere la crisi con la Corea del Nord - ha detto il segretario alla Difesa, James Mattis - che però ha voluto precisare che Pyongyang ''perderebbe'' qualunque conflitto se venisse iniziato. 

Pyongyang: un mucchio di sciocchezze 
Alle minacce del capo del Pentagono la Corea del Nord ha risposto con un'ulteriore provocazione. Le ha definite "un mucchio di sciocchezze". E anzi, ha rincarato la dose: "Solo la forza assoluta - è la replica arrivata dalle forze armate nordocoreane - può funzionare con qualcuno "privo di ragione" come Trump. Il programma per attaccare Guam entro metà agaosto, è sottinteso, non si ferma. 
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