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Mentre una flotta da guerra si dirige verso la penisola coreana

Corea del Nord, le opzioni di Trump: uccidere Kim o dispiegare armi nucleari in Sud Corea

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Donald Trump avverte Kim Jong-Un e invia navi da guerra americane, guidate dalla portaerei 'Carl Vinson', verso la penisola coreana. Una decisione a sorpresa per aumentare la pressione su Pyongyang e per chiarire, se il raid in Siria non fosse bastato, che gli Stati Uniti sono pronti ad agire, anche da soli, contro quei Paesi che violano le regole internazionali. 

Ma ci sono due opzioni sul tavolo del presidente Usa
L'uccisione di Kim o il dispiegamento di armi nucleari in Corea del Sud. Un'ipotesi, quest'ultima, alla quale la Cina si oppone con forza. Pechino preme infatti per un approccio moderato degli Usa verso la Corea del Nord, sulla scia dei timori di un collasso economico del Paese e di una crisi di rifugiati. Ma la Cina non vuole neanche veder ridurre la sua influenza in Asia e, secondo gli esperti, teme un cambio di regime che potrebbe unificare le due Coree e consentire agli americani di rafforzarsi ai suoi confini. Il cambio di regime "non è il nostro obiettivo", ha assicurato ieri il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, aggiungendo tuttavia che la situazione ha raggiunto "un livello di minaccia tale che richiede un'azione". E Xi "lo capisce chiaramente", ha spiegato il segretario di Stato, secondo il quale il presidente cinese e Trump si sono confrontati durante il loro incontro "senza mostrare disaccordi su quanto la situazione sia diventata pericolosa".

La Uss Carl Vinson è stata dirottata "in via precauzionale" da Singapore verso la Corea del Nord, cambiando i suoi piani originari che la vedevano dirigersi verso i porti dell'Australia.

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